Lavoro: nuova Agenzia regionale, licenziata proposta di legge

COMMISSIONI – È in dirittura d’arrivo la nuova Agenzia regionale per il lavoro della Toscana. Le commissioni Affari istituzionali e Sviluppo economico, presiedute rispettivamente da Giacomo Bugliani e Gianni Anselmi, entrambi del Partito democratico, hanno licenziato a maggioranza la proposta di legge della Giunta. Ha votato contro il Movimento 5 stelle, si sono astenuti i gruppi di Lega e Forza Italia.

Il testo che adesso passa all’esame del Consiglio (la prossima seduta è fissata per martedì 5 e mercoledì 6 giugno) è stato modificato in alcune parti da emendamenti presentati dal presidente Bugliani.

In buona sostanza il “nuovo modello toscano dei servizi per l’impiego” nasce per coordinare l’attività dei centri presenti su tutto il territorio (53 sedi) e per trasferire i 413 dipendenti delle Province della Città Metropolitana che ci lavorano ma che da gennaio scorso sono già in prestito alla Regione. Secondo quanto disposto all’articolo 1 commi 793 e 799 della legge 205/2017 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e pluriennale per il triennio 2018-2020), entro il 30 giugno prossimo deve essere completata la “transizione in capo alle Regioni delle competenze gestionali in materia di politiche attive del lavoro esercitate attraverso i centri per l’impiego”.

Il disegno di legge a firma degli assessori al Lavoro e al Personale, rispettivamente Cristina Grieco e Vittorio Bugli, punta a stabilizzare entro un anno personale a tempo determinato in possesso di requisiti (96 persone in tutto) .

La nuova Agenzia, denominata Arti (Agenzia regionale toscana per l’impiego), subentrerà, a titolo gratuito, anche nelle quote della società in house di diritto privato Fil (Formazione innovazione lavoro) della Provincia di Prato.

Nello specifico il modello licenziato dalle commissioni prevede il mantenimento in capo alla Regione di programmazione, monitoraggio e analisi delle politiche del lavoro così come la definizione degli interventi finanziati attraverso fondi comunitari, nazionali e regionali. Arti gestirà la gestione della rete regionale dei centri per l’impiego e delle misure di politica attiva e dei servizi erogati a cittadini e imprese, in coerenza con i livelli essenziali delle prestazioni stabiliti a livello nazionale e con gli standard qualitativi regionali.

Nel corso della seduta di ieri, mercoledì 30 maggio, l’assessore Bugli ha inoltre informato dell’accordo sindacale “siglato appena venerdì scorso” (25 maggio ndr) e che prevede il riconoscimento economico equiparato al contratto applicato ai regionali, per i 413 dipendenti di Arti. Un’operazione che ricalca quella adottata con il personale delle Province transitato in Regione.

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Sintesi della proposta di legge

La proposta di legge ha l’obiettivo sia di modificare le attuali disposizioni sull’Agenzia del lavoro, per consentirne il migliore funzionamento in vista della sua effettiva costituzione, sia di dare attuazione al trasferimento del personale delle province e della città metropolitana (attualmente in avvalimento alla Regione in materia di politiche attive del lavoro e di centri per l’impiego) all’Agenzia regionale per il lavoro.

Con questa norma sarà la Regione a prendere definitivamente in carico i centri per l’impiego, con il conseguente passaggio del personale (composto da 4 dirigenti, 313 a tempo indeterminato e 96 a tempo determinato) con previsione di stabilizzazione e di formazione adeguata, rispetto a funzioni specifiche e di front-office.

La competenza esercitata dalla Regione è di tipo concorrente (in materia di lavoro) e attuativa di disposizioni di legge dello Stato (trasferimento del personale dei centri per l’impiego). Sul fronte della gestione, se il funzionamento è in capo alla Regione (6 milioni di euro), le risorse per il personale sono in capo allo Stato (12 milioni e mezzo di euro).



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