Le scuole più vecchie in Italia? Si trovano in Liguria

Più della metà dei nostri edifici scolastici sono stati costruiti prima del 1960; di questi 115 risalgono all’immediato dopoguerra, mentre ben l’84% sono anteriori al 1976! E altre 142 strutture attendono ancora di essere censite.
Un quadro, già di per sé, scoraggiante. Che diventa allarmante se si punta la lente di ingrandimento all’interno delle mura scolastiche. Con numeri da far tremare i polsi: due terzi delle scuole complessive sono ancora prive di un certificato di agibilità e nel 40% dei casi sono state riscontrate concentrazioni sopra la norma di amianto. Solo in 89 comuni, intanto, sono garanititi i tre ordini scolastici (infanzia, primaria e secondaria di I grado) e sono ancora in corso i dati sulla classificazione energetica.

Oggi più che mai è necessario intervenire con urgenza per rimettere in sesto la disastrata edilizia scolastica ligure, attraverso un vero e completo censimento e un minuzioso monitoraggio dello stato di salute delle nostre scuole.

I fondi ci sono. In particolare, lo Stato, per mezzo dell’Inail, ha messo a disposizione delle regioni un tesoretto di 300 milioni di euro per la realizzazione di nuovi edifici. A cui si aggiungono i 23 milioni di euro in mano alla Regione Liguria per risistemare le proprie scuole.

La giunta Toti ha recentemente approvato la delibera sulle “Scuole innovative” sotto il profilo architettonico, strutturale, tecnologico, dell’impiantistica, dell’efficienza energetica, della sicurezza antisismica e strutturale. In totale le risorse assegnate ammontano a poco più di 10 milioni di euro. Una cifra che basterà a finanziare esclusivamente i costi di costruzione di nuovi edifici, lasciando agli enti locali tutte le altre spese. Ma quali sono esattamente i criteri e i principi attuativi in materia di edilizia scolastica e a quale punto si trova lo stato di avanzamento dei lavori, per far fronte a quest’emergenza gravissima non più rimandabile?

Lo abbiamo chiesto  in consiglio regionale all’assessore all’Edilizia Marco Scajola. La risposta? Una lunga sequela di buone intenzioni con le quali la giunta prende tempo e fa promesse. Ebbene, la politica delle promesse è finita. Ora serve uno sforzo in più. Occorre fare pressione a livello governativo per attirare più risorse da Roma e attirare finanziamenti europei per l’edilizia pubblica. Altrimenti continueremo ad assistere impotenti a casi come quello, recentissimo, della Parini-Merello, dove piove nei corridoi.

D’altronde, all’indomani delle elezioni, la giunta aveva dato un saggio delle proprie intenzioni, quando l’assessore Cavo dichiarò in pompa magna di aver sbloccato 6 milioni di euro alle scuole paritarie. Zero a quelle pubbliche.  A questo punto prendiamo atto che la giunta Toti non tiene alla scuola pubblica e, di sicuro, fa poco o nulla per mettere in sicurezza alunni, docenti e personale scolastico.

Marco De Ferrari, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria 



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