Lecce, truffa con fondi antiracket

Barone: “Vicenda torbida. Buon lavoro agli inquirenti, è necessario fare chiarezza in fretta”
La Presidente della Commissione regionale di studio e inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia, Rosa Barone, si esprime in merito alla notizia dell’arresto di  quattro persone in seguito ad un’inchiesta della Procura di Lecce che vede circa quaranta persone indagate per una frode finalizzata ad ottenere un finanziamento di due milioni di euro destinato alle vittime del racket e dell’usura, tra le quali spicca il nome di Maria Antonietta Gualtieri, presidente dell’Associazione antiracket Salento, associazione che gestisce sportelli antiracket ed antiusura. La stessa sarebbe ritenuta responsabile di truffa aggravata, peculato e frode nella percezione di fondi pubblici destinati alle vittime del racket e dell’usura. Così come spicca il coinvolgimento nell’inchiesta di altri dirigenti e figure apicali del Comune salentino.
“Sono assolutamente sconcertata – dichiara la Presidente Barone – per le notizie giunte dalla Guardia di Finanza di Lecce, approfittare del proprio ruolo per arricchirsi alle spalle di persone che vivono gravi disagi è un atto da condannare a piena voce.

Se le accuse fossero confermate il quadro che si andrebbe a delineare sarebbe quello di una vera e propria rete legata alle istituzioni locali, che avrebbe dato vita ad un traffico illecito e immorale basato su falsi e brogli. Fa male pensare che persone, o personalità, che sono a capo di associazioni e che dovrebbero aiutare i cittadini, vengano poi accusate di illeciti talmente gravi. Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine e auspichiamo che venga fatta luce fino in fondo sull’intera vicenda nel più breve tempo possibile anche al fine di scongiurare la creazione di un clima di sfiducia in tutti quei cittadini che hanno necessità di essere ascoltati ed aiutati da queste associazioni che – conclude – svolgono un ruolo assolutamente centrale, delicato e di enorme responsabilità.”

Alberto Claudio De Giglio

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