Legge sulla Partecipazione. M5S: “La nostra Proposta garantisce una vera partecipazione dei cittadini alla politica”

stefano

BARI – “La Legge sulla Partecipazione decantata dal presidente Emiliano come lo strumento con cui  i cittadini pugliesi potranno partecipare alle scelte della politica è l’ennesimo spot privo di contenuti della giunta Emiliano” Lo hanno dichiarato i consiglieri del Movimento 5 Stelle Antonella laricchia, Gianluca Bozzetti, Rosa Barone e Grazia Di Bari nel corso della conferenza stampa in cui sono state mostrate le criticità del Disegno di legge sulla Partecipazione  che il consiglio regionale sarà chiamato a votare lunedì 3 luglio e illustrati i punti cardine della Proposta di Legge del M5S sulla “democrazia diretta” per consentire ai cittadini una reale partecipazione alla vita politica.

“Leggendo attentamente il testo del disegno di legge risulta chiaro che alla fine a decidere su cosa potranno esprimersi i cittadini sarà sempre e comunque Emiliano – hanno spiegato i consiglieri pentastellati – e questo non ci meraviglia viste tutte le decisioni prese dalla Giunta senza tener minimamente conto del Consiglio Regionale: basti pensare al Piano di Riordino adottato nonostante la doppia bocciatura in Commissione o per fare un esempio recente, alla delibera di Giunta che ha aumentato lo stipendio dei direttori delle ASL, nonostante la proposta fosse stata già respinta dalla Commissione.”

Il testo del disegno di legge prevede che  ogni richiesta di processo partecipativo dovrà essere valutata di volta in volta dalla giunta Emiliano. Giunta che istituisce anche l’Ufficio della Partecipazione e nomina il responsabile unico del processo partecipativo. Al termine del processo partecipativo si stabilisce che venga  redatto un documento contenente le indicazioni dei cittadini alla politica, poi sottoposto alla valutazione dalla giunta Emiliano che potrà decidere di tenerne conto o fare addirittura il contrario di quanto chiesto dai cittadini.

“Banalizzando per rendere chiaro il concetto ai cittadini – hanno proseguito i cinquestelle – è come se un direttore dicesse ai dipendenti: “da oggi vorrei che vi esprimeste tutti… ma decido io chi parla, decido io chi deve controllare ciò che dite e comunque qualunque cosa diciate mi riservo il diritto di ignorare completamente ciò che avete detto.” Questa non è democrazia diretta, è una barzelletta. Inoltre non si tratta solo di una proposta inutile ma anche pericolosa perchè – hanno spiegato – prevede di “congelare” qualsiasi iniziativa legislativa fino a 6 mesi laddove sull’argomento si sia aperto un processo di discussione, questo significa che Emiliano avrebbe due armi molto potenti in mano dal momento che sarebbe la sua Giunta a decidere quali processi partecipativi aprire e come gestirli: potrebbe bloccare fino a 6 mesi iniziative su tematiche che gli risultano scomode oppure, al contrario, potrebbe avviare processi partecipativi su provvedimenti ambigui in modo da portarli avanti forte di una presunta “legittimazione popolare””.

“Per il Movimento 5 Stelle – hanno incalzato i consiglieri pentastellati –  la democrazia diretta è una cosa seria. La nostra proposta  sulla democrazia diretta sposterebbe il potere decisionale dalla Giunta Emiliano, ai cittadini ed al Consiglio regionale: unico organo legittimato a rappresentare i pugliesi. Facciamo ricorso a strumenti che permetterebbero di attuare una  partecipazione seria e concreta dei cittadini. Tra i punti principali ci sono: l’abbassamento a 7000 del numero di firme necessarie per la presentazione di proposte di legge popolari; l’istruttoria pubblica, uno strumento partecipativo che consentirebbe la discussione in forma di pubblico contraddittorio su un determinato argomento;  il bilancio partecipativo, che darebbe ai cittadini la possibilità di discutere e contribuire a stabilire come e a chi assegnare parte delle risorse pubbliche; il  referendum abrogativo con quorum proporzionato alla percentuale di votanti alle ultime elezioni regionali e il referendum propositivo, completamente assente nell’attuale statuto. Non permettiamo a nessuno di prendersi  gioco dei cittadini – hanno concluso – e  in Consiglio Regionale daremo battaglia sperando che i pugliesi capiscano che questa legge è solo l’ennesimo tentativo malriuscito del presidente Emiliano di scopiazzare il programma del Movimento 5 Stelle”.

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