Lettera al nuovo ministro dell’Agricoltura

“Caro Ministro, faccia presto, l’agricoltura non può aspettare”

Caro Ministro dell’Agricoltura, ieri eravamo tantissimi a Montegrosso, nel territorio di Andria. In #Puglia l’agricoltura è il primo motore dell’economia, il primo motore sociale e culturale che significa #lavoro, produzione di eccellenze, export, sostentamento per migliaia di famiglie. Siamo andati in Piazza per la prima manifestazione degli agricoltori dalla nascita del nuovo governo. Abbiamo un problema con l’Europa, lo sa anche Lei. La Ue vuole ridurre i fondi destinati all’agricoltura italiana. Non dobbiamo permetterlo. Dobbiamo far capire a Bruxelles che il comparto primario deve essere sostenuto. Dicono che parte dei tagli alla PAC sarà destinato agli aiuti sulla questione immigrazione. Quei soldi li diano all’agricoltura, perché noi lavoriamo fianco a fianco, ogni giorno, con cittadine e cittadini stranieri che vogliono guadagnarsi il pane onestamente. L’agricoltura è il primo vero motore d’integrazione dei migranti che vengono in Italia per costruire davvero un futuro migliore, per loro e per noi.

Caro Ministro, la #Puglia ha un problema enorme che si chiama #Xylella. Anche in questo caso, bisogna fare presto. Per le eradicazioni e i reimpianti occorrono risorse straordinarie. Bisogna impedire che l’olivicoltura muoia e, assieme ad essa, chiudano centinaia e migliaia di imprese virtuose che sono la bandiera della dieta mediterranea, del made in Italy agroalimentare.

La zootecnia, la vitivinicoltura, la cerealicoltura, il settore orticolo e quello florovivaistico, la ricerca e la valorizzazione delle biodiversità, la multifunzionalità: noi ci lavoriamo ogni giorno, tutti i giorni, molto spesso senza sapere cosa sia una festa, una ricorrenza.

Ecco, tutto questo per dire che occorre fare presto e avere le idee chiare. L’agricoltura è uno dei pochi elementi produttivi, culturali e anche simbolici che unisce tutto il Paese. Facciamo dell’agricoltura la nostra bandiera di fronte all’Unione Europea, rivendicando il giusto, facendo forza sul fatto che nessuno più degli agricoltori italiani rispetta le regole, s’impegna contro lo sfruttamento, ed è sottoposto a centinaia di controlli su salubrità, qualità, procedure di produzione e tasse.

Caro Ministro, noi siamo pronti a fare la nostra parte fino in fondo, come sempre, affrontando mille problemi, anche quello delle gelate, dei cambiamenti climatici, della difficoltà di accesso al credito, di un sistema assicurativo che offre garanzie insufficienti, degli aiuti e dei ristori che non arrivano o arrivano in ritardo.

Ora tocca a voi.



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