Libri: l’apporto di Cavriglia alla Grande guerra

Un’articolata ricerca storica ricostruisce le vicende dei 152 soldati cavrigliesi che persero la vita sul fronte austriaco durante la Prima guerra mondiale. Il presidente Giani: “Fondamentale la conoscenza della storia locale”

Firenze – “La storia locale viene troppo spesso lasciata in ombra mentre la sua conoscenza è fondamentale. Occorre invece capire e leggere i segni dei nostri territori per comprendere il respiro generale della storia”.

Ad affermarlo è stato il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, intervenendo nel pomeriggio alla presentazione del volume “Di che reggimento siete, fratelli?”, sottotitolo “Cavriglia ed i suoi caduti nella Grande guerra”, curato da Antonella Fineschi e Filippo Boni, il cui scopo è ricostruire le vicende umane dei 152 soldati che, provenienti dal territorio cavrigliese, persero la vita durante la Grande guerra.

Alla presentazione del libro, promosso dal Comune di Cavriglia, assieme al presidente Giani e ai curatori dell’opera, ha partecipato lo studioso Adalberto Scarlino del Comitato fiorentino per il Risorgimento.

Giani ha svolto una lunga conversazione sulla storia toscana, legando le vicende del Risorgimento alla Prima guerra mondiale e anche alla Seconda guerra mondiale con la Resistenza, fino alla Liberazione dal Nazifascismo.

“E’ importante e per noi gratificante che la ricerca che abbiamo promosso esca dai confini cittadini e abbia una risonanza più ampia”, ha precisato Boni, che è anche assessore alla Cultura e vicesindaco di Cavriglia. Boni ha auspicato che la ricerca oggi presentata sia solo l’inizio di ulteriori approfondimenti. La Fineschi ha invece sottolineato che il lavoro tende a ricostruire il contesto sociale e familiare dei giovani cavrigliesi che partirono per il fronte: “Volevamo capire chi fossero e ricostituire le circostanze del sacrificio delle loro vite”.

Un secolo fa l’Italia era impegnata nella Prima guerra mondiale. E con essa, ovviamente, anche la Toscana ed i suoi territori, che videro partire per il fronte molti suoi giovani cittadini. Oggi, cent’anni dopo, ricerche come quelle sui caduti di Cavriglia, piccolo centro del Valdarno superiore, servono non solo a rendere omaggio a chi cadde in guerra, consapevole o meno dei rischi che correva con la partenza per il fronte, ma anche ad indagare il tessuto sociale ed economico di allora. Il lungo ed articolato lavoro presentato nella Sala Gonfalone di Palazzo Panciatichi va proprio in questa direzione.

L’approfondimento storico, curato dalla Fineschi e da Boni, ha visto la partecipazione, oltre che del citato Scarlino, anche dei ricercatori Paola Bertoncini, Andrea Ventura, Vittorio Cecconi e Sascha Bottai. Era presente in sala, tra gli altri, anche il direttore di Testimonianze, Severino Saccardi, ex consigliere regionale. (mc)



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