Libri: le Case della salute come servizio di sanità diffusa sul territorio

Alla presentazione, assieme a uno degli autori, Maciocco, sono intervenuti il presidente Giani e il consigliere Sarti

Firenze – “E’ un libro che ripercorre alcuni decenni di politiche sanitarie in Toscana e non solo, con da un lato le strutture ospedaliere e dall’altro i servizi territoriali e tutto quel che significa sanità diffusa. Già dalla prefazione di Livia Turco, che è stata ministro della Salute, si capisce cosa significa far salute, oggi, sul territorio. Va ringraziato il consigliere Sarti, medico e politico sensibile ai temi della sanità, che ha messo a disposizione del Consiglio l’organizzazione di una serata come questa”.

Così si è espresso Eugenio Giani, presidente del Consiglio toscano, intervenendo ieri  pomeriggio  alla presentazione del volume “Le Case della salute” di Antonio Brambilla e Gavino Maciocco, dedicato all’innovazione e alle buone pratiche in sanità e svolto a Palazzo Bastogi. L’iniziativa, coordinata dal consigliere regionale Paolo Sarti, ha visto la partecipazione di uno degli autori, Maciocco, docente di Sanità pubblica all’Università di Firenze.

“L’idea della Case della salute è in qualche modo antica, già annunciata da Giulio Maccacaro (uno dei fondatori di Medicina democratica, ndr)”, ha affermato Sarti. “E’ un luogo dove territorialmente si ritrovano tutte le funzioni sanitarie, ma anche dove il cittadino può manifestare le sue esigenze e in qualche modo può contribuire all’organizzazione del servizio. Oggi le Case della salute sono più che mai indispensabili, dato che la riforma sanitaria toscana rischia di stravolgere il rapporto tra servizio sanitario e cittadini”.

Maciocco, invece, ha messo l’accento più propriamente sul volume: “Raccoglie le esperienze di buone pratiche in Toscana ed Emilia Romagna riguardo a questa struttura”. E poi: “La Casa della salute tende a mettere insieme medici di famiglia, infermieri, specialisti, per offrire ai cittadini un modello e un servizio il più efficace possibile di sanità pubblica”.

La direttrice generale alla Cura alla persona della Regione Emilia Romagna Kyriakoula Petropulacos e il dirigente Lorenzo Roti della Regione Toscana hanno parlato dei casi emiliano e toscano. Contribuiti al dibattito sono stati inoltre portati anche da Stefano Moscardini della Casa della salute di Terricciola, Enrico Salvatori di Querceta, Piero Salvadori di Empoli e da Sara Barsanti e Manila Bonciani del Laboratorio Mes del Sant’Anna di Pisa. (mc)



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