Libri: tempo come festa di occasioni nelle poesie di Brancale

Del volume “Rosa dei tempi” si è parlato in Consiglio alla presenza del presidente Giani

Firenze – “In queste poesie vi è una struttura da antico canzoniere medievale che le rendono a loro modo irripetibili. Sono versi che fanno leva sui sentimenti. La precisione di Brancale è mirabile. Organizza molto bene il suo messaggio ideologico, evangelico, alternando al canone delle stagioni climatiche un concetto di tempo del tutto inedito ed interessante”. Così si è espresso il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, presentando il libro “Rosa dei tempi” di Michele Brancale, edito da Passigli, di cui si è parlato a palazzo Panciatichi. Brancale, giornalista, collaboratore tra l’altro di quotidiani come La Nazione e l’Avvenire, non è nuovo a pubblicazioni di poesia. Giani ha anche ricordato che la prefazione del libro di Brancale è stata scritta da Gianni D’Elia.

Il libro cerca di rispondere alla domanda se le date hanno un’incidenza nella nostra vita personale e in quella sociale. Gli strumenti digitali ed i telefonini, assieme all’inerzia che hanno la fretta e il ripiegamento, rischiano di assuefare all’idea che tutto è uguale. Eppure, secondo Brancale, non è così. Le date riportano agli eventi e al volto degli altri. “Il linguaggio della poesia impone a chi lo adotta e a chi lo legge una sosta, anche per riappropriarsi del tempo sottoposto a una continuità indifferente a qualsiasi punto. Il tempo è una festa di occasioni da cogliere per superare lo spaesamento del presente e degli anni che abbiamo alle spalle”, ha affermato Michele Brancale. Che ha aggiunto: “Noi trascuriamo le periferie delle città e rendiamo spesso periferici i volti degli altri, le date, le stagioni, attraverso l’anestetico della fretta. Ma bisogna ripartire da lì, per riprendere il senso dei legami con gli altri e rispondere anche ai drammi violenti del nostro presente”.

Nel corso della presentazione gli intervenuti hanno sottolineato che il tentativo di Brancale è stato quello di tradurre in versi, in storie quotidiane e in racconto, le date, i tempi, i volti, le stagioni e le ricorrenze al fine di trarle fuori dall’anonimato della fretta e delle abitudini, utilizzando “strumenti espressivi” che attingono alla tradizione liturgica bizantina.

Alla presentazione del libro hanno partecipato il giornalista Paolo Ciampi, direttore dell’agenzia Toscana Notizie, che riferendosi a Brancale ha sottolineato “la qualità dell’uomo, con la sua visione del mondo e la professionalità giornalistica”. A coordinare la serata è stata Paola Lucarini dell’associazione Sguardo e Sogno, che ha letto alcune poesie e ringraziato il presidente Giani per la “ospitalità e sincera disponibilità”. Sono infine intervenuti anche Roberto Corsi e Massimo Seriacopi. (mc)

 



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