LIFE RE Mida, il progetto dà ottimi risultati. Fratoni: “Adesso avanti con le linee guida”

FIRENZE – Funziona: riesce a eliminare i gas climalteranti che fuoriescono dalle discariche esaurite e anche gli odori. In entrambi i casi molto spesso al 100 per cento. A due anni dalla sua nascita, sta dando risultati molto positivi il progetto LIFE RE Mida – finanziato dalla Commissione europea – ideato dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze, con il partenariato di Regione Toscana insieme al Centro Servizi Ambiente Impianti S.p.A e SienambienteS.p.A.

Risultati che hanno avuto modo di constatare con molto interesse anche le due delegazioni dei Ministeri dell’ambiente di Cipro e della Grecia che nei giorni scorsi, insieme a rappresentanti del nostro Ministero dell’ambiente, sono venuti a visitare uno dei due impianti toscani, la discarica di Podere il Pero (AR), dove si sta sperimentando il progetto, allo scopo di replicarlo nei loro paesi. L’altro impianto pilota si trova alla discarica de Le Fornaci di Monticiano (Siena). Arrivato a questo punto, RE Mida sta dimostrando di avere i numeri per una replicabilità altissima, soprattutto sulle discariche minori e più vecchie, e le potenzialità per cambiare, in meglio naturalmente, l’attuale normativa sulle discariche.

E’ in questa fase che la Regione Toscana ha avviato il lavoro per la stesura delle Linee Guida regionali per la gestione del gas di discarica in fase di post gestione. Allo stesso tempo, elaborerà anche una proposta di approfondimento della normativa tecnica di riferimento (Landfill Directive) che potrebbe incidere su una positiva modifica della normativa nazionale e comunitaria.

“Siamo molto soddisfatti – ha detto l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni – il progetto sta andando avanti con ottimi risultati. La possibilità di una gestione delle emissioni di gas che avvengono a impianto chiuso che sia ambientalmente compatibile a bassissimo impatto è un traguardo assolutamente da ricercare. Da non trascurare poi l’aspetto economico, che non è secondario, per cui il miglioramento ambientale si coniuga con un contenimento dei costi. A due anni dall’avvio del progetto possiamo dire che questi due impianti pilota che stanno avendo performance importanti, rappresentano una prospettiva futura di straordinario interesse”.



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