Livorno e la raffineria Eni di Stagno

Indagine epidemiologica di coorte e punto preciso sullo stato delle bonifiche dei suoli, della falda e dei serbatoi a servizio dell’impianto di Trattamento acque effluenti (Tae) individuati da Arpat come fonti di esalazioni maleodoranti: è sostanzialmente su questi tre binari d’interesse che muovono le richieste alla Regione formulate dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti attraverso l’interrogazione a risposta scritta sulla questione ambientale rappresentata dalla raffineria Eni di Stagno, tra Livorno e Collesalvetti. La sollecitazione all’intervento regionale è arrivata a Palazzo del Pegaso dal territorio, ovvero dal coordinatore provinciale di Forza Italia a Livorno Maristella Bottino cui sono giunte segnalazioni da parte dei cittadini della zona. Miasmi, polveri sottili, rumori: quanto di molesto proviene dall’area Eni, inscritta in uno dei Siti di bonifica d’Interesse Nazionale (SIN) preoccupa la comunità locale. Per questo Forza Italia ha scelto di coinvolgere la giunta regionale su un livello di interesse più acuto.

«Gli esiti dei rilevamenti Arpat – osservano Marchetti e Bottino – non hanno rassicurato affatto, anzi: si registrano presenze di idrocarburi e di altri inquinanti pericolosi sia in falda superficiale che nei suoli. I piani di bonifica esistono, l’area è un SIN fin dal 2003, ma disagi e rischi per le popolazioni non sembrano diminuire. Perché? E qual è ad oggi lo stato dell’arte dell’area? A cosa, realmente, sono esposti i cittadini che vivono a Stagno e comunque in prossimità della zona? Servono risposte per le persone e azioni esecutive di contrasto al rischio ambientale e per la salute pubblica. I piani da soli non bastano più».

Ecco dunque l’atto di Marchetti, che alla giunta regionale toscana – dopo aver ripercorso la storia del sito e dei documenti finora presentati per la sua bonifica, oltre agli esiti degli ultimi sopralluoghi Arpat – domanda di scrivere nero su bianco «quale sia alla data odierna lo stato di avanzamento esecutivo del Progetto di messa in sicurezza operativa della falda superficiale presentato nel 2016» e del «Piano dettagliato degli interventi di mitigazione odorigena con relativo cronoprogramma e, ove presente, il verbale di chiusura operazioni di bonifica del serbatoio» Tae, «se siano state individuate, da parte di Arpat, le cause per la presenza di idrocarburi maleodoranti nelle acque reflue» e «di intervenire presso Arpat affinché la centralina di monitoraggio per la qualità dell’aria venga collocata a valle, e non a monte di Stagno». Infine Marchetti chiede di «condurre un’indagine epidemiologica di coorte relativa all’area SIN di Livorno» e in quali tempi la giunta pensi «di dotare anche il territorio provinciale di Livorno di un registro accreditato della rete RTT», richiamando su questo anche una sua mozione già depositata alcune settimane fa.



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