#M5SINDIETROTUTTASULLATAP. VISTE LE IRREGOLARITA’ AMBIENTALI EMERSE PRONTA UNA MIA INTERROGAZIONE

Alla prova dei fatti l’M5S fa retromarcia sulla #TAP. In campagna elettorale i Cinque Stelle si sono sempre scagliati contro l’infrastruttura e su questa posizione hanno costruito il loro consenso in Puglia, arrivati al governo l’Italia ha appoggiato un finanziamento da parte della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) di ben di 4,5 miliardi di euro a favore della TAP.
Sull’opera pendono peraltro alcune irregolarità rispetto alle prescrizioni del decreto di Autorizzazione unica rilasciato dal Mise il 20 maggio 2015. E il decreto di compatibilità ambientale, DM 223/2014, è stato emanato su dati che non sembrano corrispondere a quelli reali. Per chiarire entrambe le questioni e chiedere se, nonostante le difformità emerse, il governo voglia proseguire la realizzazione dell’opera presenterò una interrogazione al Presidente del Consiglio e ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico.
L’Autorizzazione Unica al progetto del gasdotto TAP prescriveva che i lavori iniziassero entro il 16 maggio 2016, ma ciò non è avvenuto. Il ritardo è certificato in numerosi documenti, compresi una relazione del NOE a un rapporto realizzo per la stessa TAP AG. Per quanto riguarda i dati ambientali, il decreto di compatibilità presupponeva una limitata presenza di vegetazione marina all’exit point del micro tunnel, mentre è stato riconosciuto che le praterie di cymodocea nodosa e di posidonia sono estese per oltre 300 mila metri quadri. Nel corso dei lavori sono inoltre state riscontrate dagli enti competenti diverse violazioni alle prescrizioni del DM 223/2014. Come la violazione della prescrizione di estrarre gli olivi dal suolo con una congrua quantità di terreno e non a radice nuda, o quella della protezione del suolo ante operam per impedire qualunque infiltrazione. Violata anche la prescrizione sulle procedure da seguire durante i lavori per evitare di inquinare la zona interessata.
Per tutti questi motivi e considerando la TAP un’opera dannosa e sbagliata, che compromette lo sviluppo sostenibile della Puglia e non va in direzione di un futuro rinnovabile, ho chiesto al Presidente del Consiglio e ai ministri interrogati di chiarire se, visti i ritardi nell’avvio dei lavori, l’autorizzazione unica sia da considerare decaduta e se vogliano realizzare il progetto nonostante le irregolarità ambientali emerse.



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