MAFIE. INGROIA: DNA CERTIFICA EVOLUZIONE, PRIORITA’ ORA E’ LOTTA ALLA CORRUZIONE

 “La relazione della DNA certifica la definitiva trasformazione delle mafie, che hanno da tempo smesso di essere semplici organizzazioni criminali per diventare delle vere e proprie lobby illegali, fortemente saldate in un sistema criminale con finanza, massoneria deviata e pezzi di potere politico corrotto. Un sistema criminale che io ed altri magistrati abbiamo denunciato anni fa, nella speranza che la politica raccogliesse l’allarme e facesse pulizia al proprio interno. Non l’ha fatto, questi sono i risultati”. Così Antonio Ingroia, presidente di Azione Civile, sulla relazione della DNA presentata oggi. “Ci si è troppo a lungo cullati nell’illusione che la mafia fosse stata sconfitta – aggiunge – mentre la mafia è semplicemente cambiata. Si è evoluta, ha messo da parte armi e tritolo, ha capito che con la politica è meglio fare affari che la guerra, si è a fondo infiltrata nella finanza, nelle istituzioni, nelle amministrazioni. E la politica ha lasciato fare, anzi spesso è stata essa stessa a offrirsi ai poteri criminali. Una politica profondamente compromessa, corrotta, incapace di riformarsi, allergica al principio di responsabilità. Purtroppo anche in questa legislatura poco o nulla si è fatto per contrastare davvero i delitti dei colletti bianchi, tra tanti annunci e pochi fatti, questi ultimi tra l’altro spesso frutto di compromessi al ribasso. Oggi la vera partita è la lotta alla corruzione, perché corruzione e mafie sono due facce della stessa medaglia. E la lotta alla corruzione si può vincere solo cambiando strategia: i corrotti vanno colpiti sul piano finanziario, come i mafiosi. Io ho proposto una legge in questo senso, la “La Torre bis”, che prevede di introdurre sequestro e confisca preventivi dei beni di provenienza sospetta per i pubblici ufficiali indiziati dei reati più gravi: corruzione, concussione, corruzione giudiziaria. Il pm Nino Di Matteo ha detto che una tale normativa rappresenterebbe un terremoto nella lotta alla corruzione, ma finora il Parlamento si è ben guardato dal prenderla anche solo in esame. A dimostrazione – conclude Ingroia – che evidentemente manca la volontà politica di cambiare davvero le cose”.



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