Maurizio De Giovanni – Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi – Torino, Einaudi, 2012. 200 p. (64)

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Al di là di fatti e personaggi, questo libro di De Giovanni con una delle indagini del commissario Luigi Alfredo Ricciardi può essere definito il romanzo “della fame e dell’amore”.

Intriso di atmosfera da opere liriche e dell’aria teatrale del San Carlo di Napoli, dispensa debolezze e forze umane interiori ed esteriori che tracciano lo scorrere della vita di sempre ma delle quali spesso perdiamo il significato, il fine e l’emozionalità.

In una Napoli dell’inverno 1930 – primavera 1931 i personaggi recitano la loro parte sotto una cappa mussoliniana verso la quale però sono quasi tutti indifferenti.

Ricciardi, il commissario “doloroso” che ha il dono/condanna di sentire e vedere i morti di morte violenta – con un’unica debolezza/concessione ai sentimenti: gli sguardi romantico affettuosi attraverso la finestra alla mancina sartina Enrica – supportato dal fido brigadiere Maione – come lo è Fazio per Montalbano – deve indagare sull’efferato omicidio del più grande tenore dell’epoca, Arnaldo Vezzi, ed evitare le lusinghe della vedova, Lidia, anche qui simil Camilleri (Livia).

Ovviamente il commissario risolverà il caso, tra forti raffiche di vento, intesi come movimenti d’aria meteorologici e come flussi emozionali anche forti, che trascinano il lettore e lo spingono a sfogliare in fretta le pagine per sapere come va a finire.

Al di là della trama, nella prima parte facilmente intuibile ma dai risvolti impensabili, restano le “voci”, gli umori, le persone della città, divisa da via Toledo tra i palazzi antichi con gente nobile a valle e i quartieri popolari con un altro sistema di leggi e norme a monte, gente sazia e gente affamata, tutti comunque mossi dall’amore.

Sentimento però che quando è tradito/ingannato fa dire, come nei “Pagliacci”, “…all’ira m’abbandono, in odio tutto l’amor mio finì…” (infatti Canio uccide sia Nedda sia il suo amante Silvio), in un tragico trio amore-gelosia-morte che non può che partorire tanto sangue…
Franco Cortese Notizie in un click settembre 2015



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