Mauro Orletti – Guida alle reliquie miracolose d’Italia – Macerata, Quodlibet, 2018 – 234 p. (142)

Fresca di stampa, questa guida/librodiminiracconti, permette non solo di conoscere (cosa sono e dove si trovano) le principali reliquie del nostro paese – più o meno miracolose, più o meno autentiche – ma anche come sono giunte in quei luoghi e… di sorridere (si fa per dire!) di alcune situazioni paradossali. Come ad esempio i 3,5 kg di denti di S. Apollonia sparsi in vari siti, la goccia del latte della Madonna caduto dalle labbra del Bambino durante la fuga in Egitto (Montevarchi), una piuma dell’Arcangelo Gabriele (Caltanissetta), la costola del drago ucciso da S. Giorgio (santo che probabilmente non è mai esistito), … Ci sono poi anche un Sergio e un Bacco, santi, omosessuali casti… (Trieste, cattedrale di S. Giusto).

Ancor più curiosa è la venerazione di S. Stefano: tre braccia (!?) sono a Roma (S. Ivo alla Sapienza, S. Luigi dei Francesi e S. Cecilia), un corpo a Venezia, una testa a Caorle, un altro corpo ancora a Roma (S. Lorenzo Fuori le Mura) e, nel XVIII secolo, a Roma si venerava il suo cranio nella basilica di S. Paolo Fuori le Mura…

Vicende di ritrovamenti, ruberie varie, trasferimenti più o meno documentati, falsificazioni… il libro di ognuna di queste reliquie – oltre quaranta – precisa e ricostruisce gli spostamenti, chiarendo chi le ha custodite e chi ha cercato di distruggerle.

Si tratta anche, se viste alla luce di uno sguardo sociologico, di vicende interessanti che hanno coinvolto (e che coinvolgono) intere comunità non solo nella fede e nella spiritualità ma anche nella materialità del “business” che circonda queste reliquie.

Molto interessante, da non trascurare, sono invece le note finali al testo racchiuse in 23 pagine ricche di citazioni e riferimenti storici, oltre che di richiami ad altri studiosi che hanno approfondito l’argomento.

Una ultima curiosità riguarda due tra le più famose reliquie d’Italia: la Sindone di Torino e il Volto di Manoppello (PE) (Veronica, la Vera Icona), che non si somigliano affatto. Secondo l’autore e le sue conoscenze e deduzioni, la prima sarebbe una geniale “fotografia”, sanguigna, di Leonardo (1452-1519), la seconda un autoritratto del Dȕrer (1471-1528), due “falsi d’autore”, quindi, realizzati da grandi artisti del Rinascimento, contemporanei, tra i più bravi della loro epoca.

Riportiamo questa critica per una promessa fatta ad un ateo, che ci ha sfidati a leggere e scrivere di questo libro, da credenti quali siamo, a cui abbiamo risposto che certe “ignoranze” o superficialità nulla tolgono alla nostra fede.

Inutile aggiungere che il libro si legge facilmente ed in poco tempo.

Franco Cortese Notizie in un click



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