Migranti: Ravetto a Renzi, “E’ colpa di Triton non di Dublino”

Ho il dovere di smentire il segretario del Pd Matteo Renzi: la posizione di chiusura dell’Europa rispetto alla condivisione degli sbarchi dei migranti non dipende certo dal regolamento di Dublino – che rimane comunque nella sua versione rafforzata del 2013 un accordo scellerato per ben altri motivi – ma dipende bensi’ dalla deroga espressa che il governo italiano accetto’ nella sottoscrizione dell’accordo per l’avvio dell’operazione Triton nel 2014″. Cosi’ Laura Ravetto, deputata di Forza Italia e presidente del Comitato Schengen, replica al segretario del Pd Matteo Renzi. “Segnatamente – prosegue Ravetto -, nell’avviare Triton, l’Italia acconsenti’ che si derogasse a un principio fondante del diritto internazionale marittimo e cioe’ che se un migrante sale su una nave battente bandiera di uno Stato straniero quello e’ lo Stato da considerarsi di ‘primo approdo’ del migrante stesso. Se il governo italiano non avesse accettato questa deroga e oggi si potesse applicare soltanto il regolamento di Dublino, i migranti soccorsi, ad esempio, da una nave spagnola dovrebbero ritenersi approdati in Spagna come Stato di ‘primo approdo’ e, pertanto – continua -, non sarebbe potuto succedere quanto accaduto anche solo pochi giorni fa e cioe’ che una nave iberica si e’ arrogata il diritto di sbarcare tutti i migranti da lei soccorsi nei porti italiani, scaricandone poi la cosiddetta ‘dublinatura’ sull’Italia”. “Personalmente – sottolinea la presidente del Comitato Schengen – denuncio questa situazione sin dal novembre 2014, a pochi giorni dall’avvio dell’operazione Triton – e non avevo certo bisogno di aspettare le dichiarazioni della Bonino – ma sono rimasta inascoltata. Oggi mi e’ chiaro che i Paesi europei si nascondano dietro a questo cavillo burocratico per sottrarsi dalle doverose corresponsabilita’ nella gestione dei flussi migratori e credo pertanto che il governo Gentiloni debba passare dalle parole ai fatti anche, eventualmente, con azioni dimostrative quali la chiusura dei nostri porti alle navi europee – prosegue – se non addirittura l’accompagnamento coatto negli altri porti europei: voglio vedere se la Spagna o Malta avranno il coraggio di respingerli”. “Il governo valuti finanche il provocatorio rilascio di permessi temporanei Schengen a tutti coloro che arrivano, in modo che possano immediatamente spostarsi in altri Paesi europei. Purtroppo – conclude Ravetto – si deve creare una vera e propria crisi per mobilitare la coscienza europea e internazionale rispetto a un fenomeno che non puo’ gravare soltanto sull’Italia”.



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