Minori fuori famiglia: mozione Pd chiede di rafforzare strumento affidamento familiare

Firenze – Valutare la possibilità di rafforzare, nell’ambito del Fondo indistinto per le politiche sociali, le risorse da destinarsi allo strumento dell’affidamento familiare, con particolare riferimento al riconoscimento della centralità del ruolo svolto da parte dei Centri Affido; regolamentare e rendere omogenei i contributi e le modalità di assegnazione nei vari Comuni, per evitare disparità di trattamento; incrementare il rapporto numerico dei bambini in affidamento rispetto a quelli accolti in struttura residenziale. Sono gli impegni chiesti alla Giunta regionale attraverso una mozione, prima firmataria la consigliera Pd Valentina Vadi, che il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza.

Nel testo si ricorda che nel Fondo indistinto di cui si è dotata la Regione per sviluppare progetti di tutela per minori e famiglie, promuovere progetti educativi e informativi per genitori e servizi per la prima infanzia e l’area materno-infantile, vengono annualmente ripartite risorse a sostegno dell’attività dei Centri Affido. Viene inoltre sottolineata l’intenzione della Giunta di istituire una cabina di regia, composta da diverse direzioni regionali (welfare, lavoro, urbanistica, politiche abitative), che dovrebbe elaborare un atto volto a coordinare, in modo organico, il complesso degli interventi per il contrasto a situazioni di povertà ed esclusione sociale.

In sede di dichiarazione di voto il consigliere Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) ha condiviso spirito e intenti della mozione, ma ha ricordato i continui tagli del Governo: “Meglio sarebbe girare il testo al Parlamento”. “Il Fondo per l’infanzia e l’adolescenza è passato da 40milioni del 2013 a 29 e per il 2018 si annunciano già tagli per oltre il 30 per cento”, ha detto.

D’accordo si è dichiarato anche Andrea Quartini (Movimento 5 stelle): “È doveroso sostenere questa mozione nonostante riteniamo insufficienti le politiche sociali regionali e nazionali”.

Voto di astensione è invece arrivato da Elisa Montemagni (Lega Nord) e Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia). “Vorremmo fosse preso un impegno verso le famiglie che accolgono e verso quelle che sono in difficoltà”, ha spiegato Montemagni.

Donzelli ha invece ricordato la sua proposta di legge sul tema, “ferma da due anni in commissione”, che punta a “risolvere i problemi della famiglia prima di allontanare i bambini”. Per il presidente di Fratelli d’Italia si deve “interrompere la mafia che ruota attorno all’associazionismo. Questo sistema deve essere smantellato”, ha detto.

Nonostante le “perplessità sull’utilizzo dei fondi” e “in attesa che la sensibilità aumenti, anche grazie alla proposta di legge di Donzelli o grazie ad altre iniziative”, Monica Pecori (gruppo misto/Tpt) ha annunciato il voto favorevole alla mozione.



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