MINORI MIGRANTI, ON. BRAMBILLA: “SOLIDARIETÀ SENZA ESITAZIONI, MA RISOLVERE CRITICITÀ”

“IL TERRORE NON PUÒ IMPORCI LA CHIUSURA DELLE FRONTIERE”

“All’emergenza nell’emergenza, rappresentata dai minori migranti, si risponde con una solidarietà senza esitazioni e con una generosità che abbia come unico criterio l’interesse dei bambini e dei ragazzi”. Lo ha detto oggi l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, aprendo i lavori del convegno “Bambini e adolescenti migranti: quale protezione e accoglienza?”, promosso dalla commissione, d’intesa con il governo, in occasione della Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. “Perciò – sottolinea – nessuno può, con il terrore, imporci la chiusura delle frontiere ai migranti, che penalizzerebbe solo i più deboli e chi veramente fugge dalle guerre e dalle persecuzioni”.
Il nostro Paese, ricorda la presidente, affronta giorno per giorno una grande “sfida”, quella di accogliere adeguatamente migliaia di minori migranti, per lo più non accompagnati. “Con rispetto e gratitudine”, aggiunge, va dato atto a tutti gli “attori istituzionali” di svolgere un compito “faticoso e delicato”. Ma proprio per adempiere meglio al dovere dell’accoglienza non possono passere sotto silenzio alcune criticità:
intanto “una basilare esigenza di coordinamento statistico” sui dati relativi ai minori stranieri non accompagnati, raccolti da ministeri diversi per fini diversi e con risultati diversi. Occorre poi, sottolinea l’on. Brambilla, una maggiore attenzione al problema dei cosiddetti “irreperibili”, cioè i minori non accompagnati per i quali è stato segnalato un allontanamento dalle strutture di accoglienza: potrebbero essere migliaia, “esposti a rischi di abuso, sfruttamento, reclutamento come manovalanza da parte della criminalità”.
Inoltre, prosegue l’ex ministro, “la macchina” degli aiuti, per questi minori, “non funziona ancora come sarebbe auspicabile”. Non solo vi è “un forte squilibrio” nella distribuzione geografica dei minori (il 34 per cento sono ospitati in Sicilia e nel quadro nazionale le grandi città prevalgono rispetto ai centri più piccoli), ma il livello dell’accoglienza è “disomogeneo” e spesso non adeguato. Forti ritardi, rilevati anche dalla Commissione europea, si registrano sulla nomina dei tutori, “che devono avere una specifica formazione ed essere effettivamente in grado di fornire a bambini e ragazzi l’assistenza necessaria. Fin d’ora – spiega la presidente – sarebbe importante individuare percorsi diversi per i minori vicini alla maggiore età (il gruppo di gran lunga più numeroso, che abbisogna di un avviamento all’autonomia) e i più piccoli per i quali l’affidamento familiare appare la soluzione più naturale”.



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