MOLTO BENE IL CONGRESSO DI DIREZIONE ITALIA

STEFANO

OBIETTIVO: CONQUISTARE UN’ALLEANZA DI CENTRODESTRA, PORTANDO UN CONTRIBUTO DI VOTI (E DI IDEE LIBERALI: NON CANI E DENTIERE!), NONOSTANTE ALCUNI “ALLEANDI”, NONOSTANTE UNA BEN ORCHESTRATA CENSURA MEDIASET, E NONOSTANTE QUALCHE COMPORTAMENTO SCIOCCO E ARROGANTE CONTRO DI NOI, ESPRESSIONE DI MIOPIA POLITICA A CUI QUALCHE ESECUTORE AGGIUNGE UNO ZELO PERSONALE FUORI LUOGO. COSE PICCOLE. 

MA OCCORRE ANDARE OLTRE. IL CENTROSINISTRA SI PREPARA AD AGGREGARE TUTTO (DALLA SINISTRA ESTREMA FINO A TOSI): SAREBBE PARADOSSALE SE (CON UN CONSULTELLUM CHE PONE L’ASTICELLA AL 40%) QUALCHE MASOCHISTA DI CENTRODESTRA DICESSE NO AL MOVIMENTO PIÙ INNOVATIVO, E PURE DECISIVO IN NON POCHE REGIONI (NON SOLO A SUD)

Raffaele Fitto e tutti noi possiamo archiviare con una punta di soddisfazione il periodo politico che si va chiudendo. 

All’esordio di otto giorni fa alle elezioni amministrative, le liste di Direzione Italia e le forze civiche alleate con Fitto e con noi si sono rivelate il primo partito in Puglia e in Basilicata, e hanno ottenuto risultati sorprendenti anche al Centro e a Nord, da Rieti a Genova, da Alessandria a Padova. 

E due giorni fa, sabato, si è tenuto un primo congresso del nostro Movimento, dal taglio volutamente organizzativo, che ha perfezionato l’adesione di forze territoriali robuste: da Roberto Rosso in Piemonte (7% alle Comunali di Torino un anno fa) a Renzo Tondo e ai suoi amici in Friuli-Venezia Giulia, dagli amici Riformatori Sardi di Fantola, Fois e Vargiu (tutte forze da doppia cifra nella loro regione) al Molise di Luigi Iorio (egemone sul suo territorio), passando per consistenti forze in Calabria, Abruzzo, Campania, Trentino, Emilia-Romagna, Liguria, che si uniscono ai nuclei già forti che dall’inizio hanno creduto in questo progetto in tutte le altre regioni, nessuna esclusa (due per tutti, Luciano Ciocchetti e i suoi nel Lazio, Leo Padrin e Remo Sernagiotto e una forte squadra in Veneto). 

A questo si aggiunge un programma liberale a tutto tondo su tasse-spesa-debito. L’esperimento è chiaro: scegliere contenuti liberali forti e farli camminare non solo sulle gambe del voto di opinione (come altri tentarono in passato), ma su una struttura territoriale credibile, radicata, diffusa. 

E presto ci saranno novità molto interessanti, separate dal terreno politico e legate a iniziative culturali di respiro. Ne riparleremo presto. 

L’obiettivo di fondo è chiaro: conquistare un’alleanza di centrodestra e offrire un contributo di idee e di voti. Elementare, Watson: gli “alleandi” dovrebbero esserne lieti, direte voi. E invece non vale per tutti, anzi. 

La censura Mediaset verso di noi va avanti da due anni in modo francamente comico, oltre che in chiara violazione dei principi di correttezza e completezza dell’informazione a cui anche le reti private sono tenute: ne sono protagonisti i tg, tanto quanto gli spazi di approfondimento, perfino quelli (la cosa addolora davvero) curati e gestiti da personalità liberali, eppure tutte allineate sulla cancellazione totale di una proposta politica. 

Ciò riflette, da parte di qualche “alleando”, un approccio ostile, frutto di miopia politica, a cui alcuni esecutori minori aggiungono uno zelo personale francamente degno di miglior causa, incluse scorrettezze parlamentari. Cose piccole. Che saranno peraltro superate dai nuovi arrivi previsti nella nostra squadra alla Camera. 

Occorre dunque andare oltre e farsi guidare dalle idee e dalla buona politica. Bisogna lavorare nei prossimi mesi per superare queste ostilità e ostracismi, concentrandosi sull’essenziale. Sarebbe paradossale, proprio mentre il centrosinistra si prepara ad unire tutte le forze (da Vendola a Tosi), se il centrodestra ponesse ostacoli all’intesa naturale con una forza liberale, portatrice di idee forti (non su cani e dentiere…), e pure decisiva in diverse regioni (non solo a Sud). 

Sta alle persone ragionevoli, ovunque collocate, dare un contributo di intelligenza, di lungimiranza, di non faziosità. Ci saranno, anche in Forza Italia, oltre alle sagge e positive dichiarazioni di Giovanni Toti?  

Un sorriso amaro. Vita vissuta, ieri a Pisa ore 20.45 circa…

Stazione di Pisa, dopo un bel convegno a Castiglioncello (e dopo un primo treno carro-bestiame da Livorno a Pisa). Attendo il secondo treno, quello per Roma: F(r)eccia bianca. Annunciati prima 5, poi 10, infine 15 minuti di ritardo. Febbre e mal di gola: ma la farmacia è ovviamente chiusa. Signorina slava sul binario esplora con cura l’interno narice destra, e ne esamina il contenuto (meglio di Csi!). Manca solo che mi chieda una perizia. Fuori, sul piazzale, vasto schieramento di “distinti signori” presumo dediti a vendite di prodotti vari e polverine magiche (sono antiproibizionista sin da bambino, però c’è un però…). Schiamazzi, sporcizia, degrado. Spicca per decoro e compostezza un cane randagio, accasciato da un lato, e io – pur gattofilo – lo sento fratello, anzi gemello del mio sconforto. Chi parla è un viaggiatore seriale, rotto a ogni esperienza. Però c’è un però…

Ps: Ah sì, adesso riprendiamo a parlare di sbarramenti elettorali.

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