Moony Witcher – Il sentiero proibito – Torino, Ldc, 2016. – 157 p. (128)

Oggi vi proponiamo una lettura “leggera” ma non per questo meno interessante, non proprio per adulti, ma non per questo meno utile a tutti.
Diciamolo subito: questo romanzo breve è un fantasy per ragazzi, ma il successo e l’esperienza dell’autrice – Moony Witcher alias la veneziana Roberta Rizzo, oltre un milione di copie vendute con la saga “La bambina della sesta luna” tradotta in trenta paesi – dovrebbero incuriosire anche qualche adulto, che potrebbe avvicinarsi così a questo suo scritto per conoscerla meglio. Senza restarne alla fine deluso.
Il filone è quello “alla Harry Potter” ma attentamente variato e italianizzato. Aspiranti maghetti, due gruppi di ragazzi in competizione tra loro per ottenere i segreti degli incantesimi, si sfidano da moltissimi anni ogni solstizio d’inverno, dopo aver studiato su antichi libri forniti loro dai “maestri”, tre saggi che vivono isolati sulla montagna. I ragazzi devono superare due prove (la preparazione di una pozione ed una corsa a cavallo) che vedono il coinvolgimento di tutti gli abitanti del paese, comunità che grazie ai tre saggi è da sempre protetta dal male e dalle sofferenze. Pure, l’eterna lotta tra il bene e il male non è completamente debellata – sembra ammonire la Rizzo – perché entrambi fanno parte della natura umana e tocca quindi a noi, grandi e piccini, saperla tenere a bada, imparando a conoscere e controllare le passioni e le debolezze che sono ora desiderio smodato di potere e ricchezza, ora egoismo e spesso inganno, falsità e crudeltà.
A Valle Persa sei ragazzi (tre contro tre ogni anni diversi) cercano di conquistare il “Thesaurus”, ma questo, si comprenderà alla fine, non è composto di oro, gemme e ricchezze materiali – cose donate spontaneamente dalla natura agli uomini – ma di amore, lealtà, rispetto, comprensione e perdono per chi ha sbagliato, buoni auspici che devono essere conquistati individualmente e, spesso, con fatica e a caro prezzo.
“Solo chi possiede la conoscenza si avvicina alla saggezza. E’ questo il primo passo verso la felicità”. Qualcuno nel romanzo per conquistare la conoscenza tradirà, mettendo a rischio il buon equilibrio dell’intero villaggio; la quiete lascerà momentaneamente i cuori; la purezza e la bontà dei sentimenti saranno inquinati, sofferenze fisiche e morali si riverseranno per qualche giorno su quella collettività. Toccherà ai tre saggi Agasante, Orinteo e Fidas, che useranno anche le loro arti magiche, porvi rimedio. Ma tutto potrà veramente tornare a posto solo quando sia i ragazzi sia gli adulti acquisiranno ed accetteranno la piena consapevolezza di quanto accaduto, riuscendo infine a riconquistare verità, onestà, pentimento, perdono ed infine ancora “l’amore”.
Il senso e la morale di questo romanzo fantastico sono semplici: prosperità e pace governeranno nel reale “villaggio umano”, solo se e quando gli individui rispetteranno le leggi e i principi della terra / natura e quelli – etici o religiosi – votati al bene che sono radicati in ognuno di noi e dovranno essere fortificati nella nostra anima.
Franco Cortese   Notizie in un click



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