MUSEO ARCHEOLOGICO, ARTE PREISTORICA E CONTEMPORANEA A CONFRONTO

Martedì 23 febbraio alle 18 alla Casa della Contadinanza
Il docente dell’università di Firenze, Fabio Martini, considerato il massimo esperto di arte preistorica in Italia, aprirà un ciclo di conferenze dedicato ai 150 della biblioteca e dei Civici Musei

UDINE – Il museo Archeologico festeggia i 150 anni della biblioteca e dei Civici Musei con un ricco programma di conferenze di approfondimento. Si parte martedì 23 febbraio alle 18 alla Casa della Contadinanza, dove il docente dell’Università di Firenze, Fabio Martini, considerato il massimo esperto di arte preistorica in Italia, terrà una conferenza dedicata al tema “Arte preistorica e arte contemporanea a confronto”. Un’occasione per raccontare gli stili, i linguaggi e le sintassi con cui l’uomo ha raccontato sé stesso e il mondo.

Lo studioso tratterà un tema complesso e originale partendo da un’analisi del repertorio delle manifestazioni artistiche preistoriche: il procedimento cognitivo che accomuna l’arte preistorica a quella contemporanea. Circa 40 mila anni fa in Europa, infatti, l’uomo inventò la linea, iniziando così a rappresentare il mondo attraverso immagini di animali, uomini e segni geometrici. Questa svolta marca l’inizio di quella che possiamo chiamare “rivoluzione cognitiva”. In seguito a una serie di cambiamenti, probabilmente anche genetici, l’uomo inizia a produrre immagini così come altre forme artistiche, quali la danza e la musica, che costituiscono gli elementi di un mondo metaforico che coinvolge tutti i sensi e diverse applicazioni.

Non si tratta di un tentativo di attualizzare la preistoria, né di effettuare il percorso inverso, ovvero di antichizzare il contemporaneo. È invece l’occasione per raccontare come certi procedimenti cognitivi trovino la loro origine proprio nel Paleolitico. Non tanto per i temi, perché questi riguardano le ideologie di quel periodo, ma per gli stili, i linguaggi e le sintassi con cui l’uomo ha raccontato sé stesso e il mondo. Sono diverse infatti le coincidenze sui sistemi di rappresentazione che uniscono il repertorio figurativo paleolitico (da 40 mila a 10 mila anni fa) e l’arte contemporanea.

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