Natale. Enpa: gli animali non sono giocattoli

Solo adozioni responsabili, no agli acquisti “di moda”. Sì ai regali solidali

Roma – «Gli animali non sono giocattoli, no alla moda degli acquisti natalizi; sì alle adozioni responsabili». Questo l’appello lanciato dall’Ente Nazionale Protezione Animali in occasione delle festività natalizie che, di solito, vedono un preoccupante incremento degli acquisti di animali. Cani e gatti, soprattutto, ma anche tantissimi esotici (tartarughe, ad esempio), roditori e conigli che, purtroppo, hanno il destino segnato. La maggior parte di loro infatti viene accolta in casa per assecondare un impulso passeggero e, una volta scemato l’entusiasmo natalizio, viene messa alla porta senza troppe remore e rimpianti. Gli acquisti di Natale finiscono così per diventare gli abbandoni di Capodanno, ingrossando le fila dei randagi e riempiendo fino all’inverosimile le strutture d’accoglienza.

Abbandonare un animale non è soltanto un atto di crudeltà è, anche, un illecito punito dal nostro codice penale. Tuttavia il fenomeno degli acquisti di Natale non alimenta soltanto gli abbandoni, incentiva anche altre forme di illegalità ai danni di cani, gatti&Co. «In molti casi – spiega l’avvocato di Enpa, Claudia Ricci – è accaduto che il boom temporaneo della domanda di animali e le prospettiva di lauti guadagni ad esso collegato, spingessero commercianti disonesti a rifornirsi presso canali illegali. Allevatori non in regola e importazioni dall’est». Insomma la moda “del cane sotto l’albero” è un incentivo alla tratta di cuccioli. Con tutte le conseguenze che essa comporta. Anche sul web, dove, oltre agli annunci di vendita veri e propri, è un fiorire di finte offerte di adozione, con gli aspiranti adottanti che si vedono spesso chiedere un salato “rimborso spese”.

Attenzione però perché il fenomeno dell’acquisto di animali, al di là delle sue possibili implicazioni economiche, pone anzitutto questioni di natura etica. «Gli animali – ricorda la presidente Enpa, Carla Rocchi  – sono esseri senzienti; esseri, cioè, in grado di provare emozioni e, proprio come noi, dotati di ciò che chiamiamo carattere, l’uno diverso dall’altro. Nulla dovrebbe ripugnarci quanto l’idea di poter comperare un altro vivente, quasi fosse una cosa, attribuendogli lo stesso valore che diamo a un televisore, a un computer o a uno smartphone».

Ecco allora che chi fosse realmente interessato a condividere il proprio percorso di vita con un animale – perché non si tratta di altro se non di condivisione – dovrebbe adottarlo in una struttura d’accoglienza oppure rispondendo a uno degli appelli diffusi dai volontari animalisti. A chi invece non fosse convinto al 100% consigliamo di non compiere gesti impulsivi e non ponederati. Del resto è sempre possibile aiutare i moltissimi quattro zampe in difficoltà con un regalo solidale, magari sostenendo Enpa con il progetto “ho cura di te”, e adottando una mascottina, cioè l'”avatar” di uno dei trovatelli accuditi dall’associazione. Questo sì è un regalo etico a “prova di ripensamento”.



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