EMERGENZA INCENDI COLPISCE STRADE, BOSCHI E CENTRI URBANI

Dopo la devastazione del Parco del Vesuvio e dei parchi siciliani quello degli incendi sta diventando un dramma nazionale. In questo quadro si inserisce anche la Puglia con il Salento che, anche a causa di criminali senza scrupolo, ogni anno perde ingenti superfici di alto valore naturalistico e paesaggistico. Interviene nuovamente sulla questione il consigliere M5S Cristian Casili che analizza la questione numeri alla mano: “L’altro ieri a Santa Cesarea Terme le fiamme hanno distrutto 50 ettari di una pineta di grande pregio naturalistico: è solo l’ultimo caso di una lista che proietta il 2017 in un inferno.”
Casili ricorda come solo nel 2015, ultimo anno di riferimento per i dati del Corpo Forestale dello Stato, la Puglia abbia perso 3109 ettari di terreno distrutti dagli incendi guadagnandosi il triste primato, dopo la Campania, di regione maggiormente interessata dagli incendi boschivi in aree protette.
“Eppure – spiega Casili – rispetto a tante altre regioni abbiamo minori superfici boschive, solo l’Ulivo ricopre per circa il 25% la nostra Regione. A tal proposito occorre porre particolare attenzione in quelle aree colpite dal disseccamento rapido dell’Ulivo perchè ci sono grandi quantitativi di legna ormai completamente secca che potrebbe costituire da un momento all’altro  innesco di incendi molto pericolosi. In questo caso il consiglio è quello di eliminare l’erba secca presente intorno agli alberi e soprattutto lavorare il terreno perimetralmente ai campi per creare delle fasce tagliafuoco. A tal riguardo va segnalata una scarsa azione da parte dei Comuni e della Provincia di Lecce nelle aree di competenza.”
Ma il problema degli incendi interessa anche le strade del Salento con piazzole trasformate in discariche a cielo aperto e vegetazione spontanea che ricopre le banchine stradali, e i centri urbani. “Solo qualche mese fa un incendio sviluppatosi a Nardò ha distrutto un filare alberato di Gelsi plurisecolari che aveva ben 400 anni, un incendio che si è innescato nel terreno adiacente all’alberata. Anche in questo caso – commenta Casili – la creazione di una  fascia protettiva realizzabile con costi irrisori avrebbe salvato un patrimonio storico e culturale per la città. Dicono che le risorse non ci sono, ma si spendono milioni di euro in strade spesso inutili, in circonvallazioni, in rotatorie che in pochi anni si trasformano in aree degradate.”

Il consigliere pentastellato torna a ribadire che il problema degli incendi in Puglia deve essere gestito in maniera strutturale, abbandonando l’ottica emergenziale e puntando sulla creazione di un sistema efficace di governance e prevenzione, controllo e sensibilizzazione che possa risolvere il problema alla radice. “Prima degli aerei – commenta – bisogna avere il pronto intervento a terra con personale specializzato e attrezzatura efficiente.  È fondamentale bloccare gli incendi sul nascere, non quando le situazioni diventano irreversibili, è risaputo che l’acqua non produce l’effetto sperato di fronte a incendi di notevoli dimensioni. I Vigili del Fuoco hanno poche risorse e la Regione poco ha fatto in questa legislatura per limitare le difficoltà operative e tecniche che ogni giorno il personale cerca di affrontare. Ricordo poi che il Corpo Forestale dello Stato è stato indebolito dalla politica nazionale. Gli elicotteri del Corpo Forestale dello Stato da civili sono diventati militari, com’è successo per le automobili, quindi non possono essere impiegati per l’antincendio. Vedi gli NH00 e gli AB412. D’altro canto – conclude – a causa dell’immobilismo regionale, gli agenti provinciali del nucleo di vigilanza ambientale continuano ad essere inutilizzati e i Consorzi di Bonifica e l’Arif, quest’ultima utilizzata come postificio, non hanno la capacità di rispondere ai fabbisogni di tutela e cura del territorio.”

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