NECESSARIO SUPERARE IL BRADIPISMO NORMATIVO DELLA SCORSA LEGISLATURA

A margine dell’Assemblea elettiva della CIA Puglia, il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) commenta le problematiche sollevate dagli agricoltori

“Non dico che dobbiamo divenire ghepardi ma non possiamo più permetterci di essere bradipi”. Con questo commento lapidario il deputato Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera e primo nel listino plurinominale del collegio Puglia-3, ha stigmatizzato la lentezza con cui il Parlamento ha lavorato in questi ultimi 5 anni. Il parlamentare 5 Stelle ha partecipato all’Assemblea Elettiva della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) tenutasi questa mattina sabato 10 febbraio 2018 a Bari presso l’Hotel Majesty. “Nella sua relazione il Presidente regionale Raffaele Carrabba ha illustrato i problemi che attanagliano la nostra agricoltura – prosegue L’Abbate (M5S) – I medesimi del 2013 e che permangono dopo un’intera Legislatura dove chi ha governato non è stato in grado di risolverli. Se qualcosa è stato fatto in questi 5 anni, a livello normativo poi ci si scontra con i decreti attuativi: una lentezza che ho riscontrato in prima persona con la legge a mia prima firma per l’istituzione delle Cun, le commissioni uniche nazionali di filiera, che prenderanno il posto delle vetuste Borse merci per la fissazione dei prezzi dei prodotti agricoli. Dall’approvazione nel 2015 – spiega il deputato 5 Stelle – i decreti attuativi sono giunti solo nel 2017 e, ancora oggi, sono state convocate le associazioni agricole per cercare di avviare la Cun sul grano duro. Stessa lentezza vista con il piano olivicolo: mentre la Spagna ne ha realizzati 5 in 30 anni superandoci per quantità di olio d’oliva prodotte, in Italia a malapena siamo riusciti ad approvarne uno dopo una lunga e dura battaglia parlamentare e ancora non se ne vede l’attuazione concreta. Si parla tanto di sburocratizzazione del primo settore e delle giornate che un agricoltore trascorrere tra le scartoffie invece di essere sul campo ma poi quando si potrebbe risolvere un problema, tutto rimane fermo. È il caso – continua L’Abbate (M5S) – delle visite mediche per i braccianti agricoli, il cui decreto attuativo interministeriale è pronto ma giace nei cassetti: basterebbe solo promulgarlo e il problema sarebbe risolto. Evidentemente, in questo come in altri casi, c’è la volontà di qualcuno a non farlo approvare. Se il Movimento 5 Stelle andrà al governo, non ci sarà nessuno che tirerà la giacchetta al ministro per approvare o non far approvare una determinata misura ma saranno approvate tutte le misure utili agli agricoltori – conclude Giuseppe L’Abbate – a prescindere dalla loro ‘provenienza’ o dal loro vessillo”.



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