Non c’è più procedibilità d’ufficio a reato di uccisione di animali altrui

La riforma del codice penale voluta da Orlando e Renzi comincia a mostrare i suoi effetti negativi. Dopo il decreto legislativo sulle intercettazioni che, di fatto, ha imposto un bavaglio alla stampa è la volta della cancellazione della procedibilità d’ufficio per una serie di reati prevista dall’atto del Governo 475 in Commissione Giustizia, tra i quali, il reato di uccisione di animali altrui previsto dall’articolo 638 del codice penale nei casi di uccisione di tre o più animali o nel caso di uccisione di bovini o equini.

Condanniamo questa scelta e rilanciamo l’importanza di approvare la proposta di legge per la tutela degli animali in discussione in Commissione Giustizia solo grazie al M5S.

L’effetto di questa norma voluta dal PD, sarà che se il cittadino non si renderà conto dell’uccisione di questi animali, nessuno potrà procedere per perseguire questo reato e quindi punire il responsabile. In questo momento è necessario inserire nel nostro ordinamento la tutela degli animali come esseri senzienti e non più semplicemente come “patrimonio” degli esseri umani o come tutela del sentimento nei loro confronti.

I deputati M5S Vittorio Ferraresi, Mirko Busto e Paolo Bernini



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