”Non è una mensa”

“Ma un servizio educativo che attraverso la socializzazione del pasto permette ai bambini di apprendere il corretto stile alimentare”.
Questa, come apprendiamo dai quotidiani, la spiegazione data dall’Assessore Ndyae ai genitori della commissione mensa che avevano lamentato cose tipo “… pane non fresco e gommoso… troppe pietanze al pomodoro.. condimento non adeguato … scarsità di pasta nelle minestre… stessa porzione ai bimbi 6 anni e 10 anni … troppe polpette… prosciutto cotto e mozzarelle di qualità scadente … frutta acerba .. etc..”
Meno male si sono incontrati, e, ci auguriamo, ci siano state ulteriori spiegazioni e prese d’atto, ma a ci è voluta l’uscita sul giornale per smuovere una risposta.

Per un bambino l’alimentazione è fondamentale, in quanto è alla base della crescita. Pertanto la qualità e la quantità’ degli alimenti forniti, deve obbligatoriamente essere altissima. Nel Comune di Scandicci, la mensa è stata appaltata dalla ditta CIR FOOD scarl, insieme al comune di Lastra a Signa, la suddetta società ha una filiale in viale Europa, a Scandicci. Il bando è stato vinto al ribasso, fino ad agosto 2020, anche se in un primo momento, dal sistema Start ,l’offerta è risultata anomala.
Forniti i chiarimenti, la commissione ha ritenuto valide le giustificazioni e pertanto la CIR FOOD scarl ha ottenuto un punteggio complessivo di 100/100.
Per il periodo 01/09/2017 fino al 31/08/2020 si è aggiudicata il bando con la cifra di € 6.873.558,22 grazie al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Anziché l’importo quantificato nel bando di gara € 7.111.889,42.
Ma chi è questa società che gestisce le mense Scandiccesi ? É un vero colosso di cooperativa, 530 milioni di fatturato nel 2016, 15 milioni di utile netto, 11.400 dipendenti 84 milioni di pasti serviti. http://www.cirfood.com/it/chi-siamo/numeri
Un vero colosso Italiano!
Italiano? Guardate qui la rete di società partecipate e controllate italiane ed estere:
http://www.cirfood.com/it/chi-siamo/societa-del-gruppo

Appare evidente che una società di queste dimensioni, con questi fatturati ed utili, con questa internazionalizzazione, abbia standardizzato al massimo il prodotto e realizzato un valido modello di business.
Andare a modificare un format che funziona è come andare a chiedere a MacDonald di viale Nenni di cambiare il tipo di insalata che mettono sugli hamburger.

Tuttavia devono essere messe in atto tutte le azioni di vigilanza e controllo possibili e sopratutto deve essere valorizzato il contributo e le preziose osservazioni dei genitori del comitato mensa.

La risposta non può sempre essere di giustificazione ed il percorso educativo alimentare non deve essere offuscato dal pane stantio o dalla mozzarella scadente e nemmeno la scarsa qualità dei prodotti non può essere coperta dalla “foglia di fico” dei dolcetti dei “Maestri pasticceri” che girano per le scuole

E non ci si deve vergognare a prenderne atto e tutelare gli unici portatori di interesse in questa vicenda: i bambini. Anche se si lede l’immagine di una “Signora Cooperativa”.

Valerio Bencini Portavoce M5S Scandicci



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