Nucleare, Sogin e sequestro Itrec, Pedicini interroga la UE

NUCLEARE E ITREC DI ROTONDELLA (MATERA), PEDICINI (M5S) INTERROGA LA UE DOPO I SEQUESTRI DELLA MAGISTRATURA PER GLI SCARICHI NEL MAR JONIO

L’eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini ha presentato un’interrogazione alla Commissione Ue per chiedere che intervenga presso le autorità italiane per fare chiarezza sulla situazione dell’impianto nucleare Itrec di Rotondella (Matera) dopo che la Procura di Potenza ha disposto il sequestro di tre vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico del suddetto impianto nucleare nell´ambito di un´inchiesta sugli sversamenti di acque contaminate nel mar Ionio.

Nell’interrogazione Pedicini ha chiesto alla Commissione europea di verificare se la Sogin, società pubblica responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani, stia procedendo allo smantellamento e alla bonifica della fossa 7.1 (monolite in cemento armato a 6,5 metri di profondità contenente rifiuti radioattivi) dell´impianto Itrec in autonomia e al di fuori di un piano nazionale coordinato e se, nell’ambito di queste attività, stia garantendo la tutela dell´ambiente e la salute dei cittadini. Inoltre, ha chiesto di spiegare se ritiene che queste attività siano compatibili con gli interventi di messa in sicurezza delle scorie nucleari presenti in Italia.

Nell’interrogazione, l’eurodeputato del M5S ha anche comunicato alla Commissione Ue che, in relazione alle contaminazioni causate dall´impianto Itrec e alla gestione dei rifiuti nucleari italiani, ha già presentato, tra gli anni 2014-2018, altre sei interrogazioni. Di queste interrogazioni, tre denunciavano l’emergenza inquinamento provocato dall’Itrec e chiedevano alla Commissione Ue di intervenire presso le autorità italiane per dare conto della situazione e attivare le contromisure necessarie. Altre tre, invece, si soffermavano sulla mancata definizione e trasmissione da parte del governo italiano del Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi entro il 23 agosto 2015 e sulla conseguente apertura di una procedura di infrazione Ue contro l’Italia.

Pedicini, ha concluso l’interrogazione, informando la Commissione Ue che in merito alla gestione e al deposito dei rifiuti radioattivi italiani, i ministeri dello Sviluppo e dell´Ambiente, nonostante i numerosi annunci, non hanno ancora adottato il decreto congiunto che dovrà autorizzare la pubblicazione della Cnapi, la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per il deposito nucleare. La Cnapi è uno dei passaggi necessari per avviare l’iter che dovrebbe portare all’individuazione del luogo dove potrebbe sorgere il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.



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