Olimpiadi 2026, Colomb (FI): i giochi delle tre carte

È una decisione politica, figlia della logica clientelare del governo giallo-verde Lega-M5S, il CONI ha ricevuto pressioni politiche come mai accaduto nella storia dei vertici dello sport nazionale, come ha dichiarato il membro del Consiglio nazionale del CONI e delegato CIO Mario Pescante – spiega in una nota il coordinatore cittadino di Forza Italia Alta Valle di Susa Alberto Colomb –
Era certamente da aspettarsi questo triste epilogo, il M5S ha fatto di tutto, sin dal primo minuto, per non vincere la partita, questo è figlio dei pregiudizi che i grillini hanno dimostrato di avere da sempre per i grandi eventi e le grandi opere, trionfa la subcultura del NO, la “decrescita infelice” e le conseguenze di questa scellerata politica di “sessantottini in ritardo” ricadono solo e sempre sulle imprese, su chi crede nelle potenzialità del proprio territorio e investe per creare sviluppo econonico, posti di lavoro nel settore turistico, benessere e crescita.

Il dossier presentato da Torino – prosegue l’esponente di Forza Italia – presentava numerosi ed evidenti punti critici, a partire dalla riqualificazione di un area privata a Torino per la collocazione del villaggio olimpico alla condizione del tutto fuori luogo di smantellare l’impianto olimpico del bob di Cesana dopo appena tre anni dalle Olimpiadi 2026, ma come si può presentare al CONI un business plan che prevede la riqualificazione dell’impianto olimpico del bob stimata 34 milioni di euro e prevedere nello stesso tempo non il riutilizzo dell’impianto nel post olimpico mediante la stipula di un accordo con le Federazioni ma scrivere al CONI nel dossier di presentazione della candidatura di essere favorevoli allo smantellamento stimato intorno ai 10 milioni di euro, questa è una evidente contraddizione che ha pesato sicuramente molto nella decisione della commissione tecnica del CONI di preferire e scegliere Cortina quale sede olimpica che a differenza di Cesana prevede l’utilizzo dell’impianto del bob nel post olimpico.

Dilettantismo, superficialità, assoluta mancanza di visione e di prospettiva hanno portato alla esclusione delle Valli olimpiche dalla candidatura alle Olimpiadi Invernali 2026, ad eccezione di Sestriere che ha comunque raccolto le “briciole” insieme a Torino, mentre la quasi totalità delle discipline della neve e del ghiaccio sono andate a Milano, città che a differenza di Torino aveva dimostrato di avere da subito le idee chiare sulla governance delle Olimpiadi Invernali e a Cortina e le Dolomiti.
Ora il nostro impegno è massimo, si deve lavorare tutti con il CIO per riportare a Cesana San Sicario nella pista olimpica del bob realizzata per i Giochi Olimpici di Torino 2006 con i fondi del governo Berlusconi le competizioni di slittino, skeleton e bob – conclude la nota “



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