Omaggio alla musica di Antoni Cao al Teatro Civico di Alghero

ALGHERO – La storia di Antoni Cao è la storia di un grande amore; l’amore di un uomo per la sua città, la sua gente, la sua storia e le sue lontane e profonde radici catalane. Sabato 13 maggio, nel Teatro Civico di Alghero, uno spettacolo musicale, interpretato dal figlio Pasquale Cao e dalla sua band “Roba di Amilcare”, renderà omaggio alla figura e all’arte musicale e letteraria di Antoni Cao.

Pasquale ha una formazione musicale classica e una interessante esperienza concertistica, ma da tempo si dedica con un gruppo di amici ed ottimi musicisti ad esplorare la musica leggera. La serata sarà introdotta da Raffaele Sari e Franca Masu.

L’ingresso sarà gratuito ed i biglietti per l’assegnazione dei posti saranno resi disponibili nell’intera giornata di domani presso l’ufficio turistico a Lo Quarter, Largo San Francesco.

Cao è stato uno dei più apprezzati ed ispirati autori della canzone algherese e nella cosiddetta seconda rinascenza fu tra i personaggi più attivi nell’entusiastica opera di salvaguardia e rivitalizzazione della nostra lingua. Egli, musicista autodidatta, iniziò giovanissimo, fine anni ’40, con Natalino Leone, Mario Melis, Francesco Chessa, Antonio Caffiero e Benedetto Balzani nell’Orchestra “Harlem” ad animare il nascente teatro algherese e molte serate musicali e danzanti. Fece parte della Banda Musicale cittadina, scrisse partiture e arrangiamenti, compose alcuni dei brani più celebri della canzone algherese, parole e musiche, infine molte delicatissime ed ispirate poesie.

Nel 1960 partecipò alle iniziative del Retrobament, diventando amico fraterno del indimenticato Pere Catala i Roca, uno dei più amati e popolari fautori del ritrovato legame tra Alghero e Barcellona. Anche grazie a questo sodalizio Antonio Cao partecipò a diverse iniziative culturali in Catalogna, dove, a partire dai primi anni ’60, registrò le sue più belle e famose canzoni con la casa discografica Edigisa. Bella Alguer, Vida del mariner de l’Alguer, Collidora de oliva, Pescador de Bogamarì, Lluna plena, Nadal, Primavera, guadagnandosi una grande e meritata popolarità. Ma il suo capolavoro fu Lo País Meu, una canzone divenuta da subito un vero e proprio inno algherese anche al di fuori della nostra città e della nostra isola.

Sempre negli anni sessanta Cao diresse prima il gruppo canoro “Agrupaciò Catalana d’Italia” e successivamente il “Gruppo Canoro Folkloristico Algherese”. Nel 1964 si trasferì a Cagliari per lavoro, come impiegato alle Poste, continuando un’intensa e fruttuosa attività artistica ed entrando a far parte della Banda Musicale Civica del capoluogo. Negli anni settanta formò una corale composta da alcuni suoi familiari, da amici cagliaritani, e dall’algherese Vito Loi, con la quale si fece ambasciatore della musica algherese nell’isola e in Catalogna. Morì a Cagliari nell’Agosto del 2004, all’età di 82 anni. Il 26 Gennaio 2015 il Comune di Alghero gli ha intitolato ufficialmente una Piazza della sua città.

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