On. Fabrizio Cicchitto: Berlusconi, esempio della tv applicata a politica

A freddo: chi è Berlusconi? Un grande tycoon che ha saputo essere un genio delle campagne elettorali. Così come aveva venduto le case di Milano 2 o gli spot di Mediaset, ha propagandato in modo splendido il suo prodotto politico sin dal 1994. Gli piace questo mestiere di venditore, poi però quando arriva al governo iniziano i problemi. È l’incertezza fatta persona e ha sempre delegato ad altri la gestione del governo. A Gianni Letta il disbrigo degli affari correnti per non parlare di Giulio Tremonti. A partire dal 2010, Berlusconi si è fatto esautorare da Tremonti. Lo ammetto: non capii per nulla il fenomeno Berlusconi, lo sottovalutai. Eppoi ero impegnato a salvare il salvabile del Psi. Decifrare il Berlusconi del 1993-1994 è complesso. L’editore Berlusconi mise le sue tv a sostegno di Mani Pulite. Come movimento anti-partito con personale non politico preso da Publitalia, Forza Italia fu una delle conseguenze di Mani Pulite. Berlusconi aveva realizzato che erano venuti meno i suoi riferimenti nella Dc e nel Psi ma non doveva apparire come la loro proiezione. Una somma di contraddizioni che fece boom. Quel video-messaggio di nove minuti, “L’Italia che amo”, cambiò tutto. Era l’imprenditore che scendeva in campo, uno che non aveva mai preso soldi dai politici, semmai li aveva dati, e conquistò i moderati. La tv applicata alla politica.
Venne tutto studiato con rigore scientifico e ci fu l’avvento dei sondaggi. Lo schema politico della campagna del ’94 sembra uguale a quella di oggi. La Lega al nord e centristi e destra al sud. Alla prova dei fatti però si squagliò subito.
Così Fabrizio Cicchitto capolista per la lista Civica e Popolare al Senato in Sicilia, Marche e Umbria, dalle pagine del mensile FQ MillenniuM



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