Operazione contro lo spaccio: i complimenti di Rossi e Zeni alla Polizia

Costante dialogo e fattiva collaborazione tra la Provincia e le forze dell’ordine

La Provincia autonoma di Trento, attraverso il presidente Ugo Rossi e l’assessore Luca Zeni, si congratula con la Polizia per la recente, brillante operazione contro lo spaccio di stupefacenti sul territorio provinciale. L’intervento ha potuto contare sulla fattiva collaborazione da parte della Provincia.
In dettaglio, sono stati arrestati 11 migranti. Quasi tutti sono transitati dal progetto di accoglienza in Trentino dei richiedenti protezione internazionale. Alcuni sono migranti usciti dal progetto nel 2013 arrivati durante l’Emergenza Nordafrica, altri hanno abbandonato il progetto nel 2015. Due fra i migranti arrestati sono attualmente in accoglienza; uno è beneficiario di protezione umanitaria, l’altro è richiedente asilo ricorrente.
“Le due persone arrestate ancora in accoglienza – affermano il presidente Ugo Rossi e l’assessore Luca Zeni – verranno espulse dal progetto come previsto, in questi casi, dal regolamento approvato dalla Giunta provinciale. Assoluto rigore e massima severità nei confronti di chi non rispetta le regole della comunità sono tra i principi alla base del rapporto che viene instaurato con i migranti accolti in Trentino. La Provincia ha prestato, presta e presterà la massima collaborazione alle forze dell’ordine. Il dovere di accoglienza e la tradizione di solidarietà del Trentino sono principi che vanno tutelati intervenendo prontamente nei confronti di chi, nelle intenzioni o nei fatti, mina o tradisce la fiducia della comunità ospitante che si fa interprete di questi valori. Non c’è posto in Trentino per chi non rispetta le regole.”

“Il comportamento deviante di alcuni migranti – afferma l’assessore Luca Zeni – non può mettere in discussione il progetto di accoglienza che istituzioni, operatori, volontari, semplici cittadini e la maggioranza dei profughi stanno costruendo quotidianamente. Sin dalla prima Emergenza Nordafrica l’accoglienza dei profughi sul territorio ha visto un costante dialogo fra la Provincia e le forze dell’ordine, anche attraverso la loro forte presenza in prossimità dei luoghi deputati all’ospitalità. Il progetto di accoglienza pone infatti fra i propri obiettivi primari l’osservanza, da parte dei richiedenti protezione internazionale, non solo delle norme ma anche delle buone regole ‘non scritte’ della nostra comunità per una positiva convivenza sul territorio. Per tali motivi – conclude Luca Zeni – fra le principali attività del progetto figurano i corsi obbligatori di lingua italiana, educazione civica e prevenzione della devianza, anche in collaborazione con le stesse forze dell’ordine.”
La Provincia presta particolare attenzione anche alle attività extra progetto dei profughi; non solo, quindi, a quelle previste dal protocollo di accoglienza ma anche al tempo libero dei richiedenti protezione internazionale. Ogni comportamento deviante, anche solo sospetto, viene prontamente segnalato dalla rete dell’accoglienza e dagli stessi profughi, in larghissima maggioranza rispettosi delle regole e delle norme del territorio che li ospita.



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