Ospedale “San Luca” di Lucca: nuovo ambulatorio dedicato all’asma bronchiale

Lucca – E’ stato attivato nelle settimane precedenti all’ospedale “San Luca” di Lucca un nuovo ambulatorio dedicato all’asma bronchiale, infiammazione cronica delle vie respiratorie sempre più diffusa a livello mondiale ma anche nella nostra realtà.

Il referente dell’ambulatorio è il dottor Paolo Busatto, che fa parte dell’equipe della Pneumologia diretta dalla dottoressa Barbara Canari Venturi.

A Lucca viene quindi offerto un servizio specialistico dedicato per riconoscere precocemente la malattia e per gestire il problema della sottostima della malattia e quello della scarsa adesione alla terapia. Quest’ultimo aspetto contribuisce al mancato controllo nel 50% dei pazienti asmatici, con conseguente peggioramento della qualità della vita e rischio concreto di accessi al Pronto Soccorso e quindi di ricoveri in ospedale.

Grazie a questo ambulatorio, il paziente viene preso in carico, monitorato, rivalutato ed inserito in un percorso che mette a disposizione le opzioni terapeutiche attualmente presenti per l’asma bronchiale, anche nelle sue forme più gravi, cercando di prevenire le riacutizzazioni che possono indurre il paziente ad accedere, anche più volte, al Pronto Soccorso.

L’asma è una delle patologie più diffuse, visto che a livello mondiale, secondo le ultime stime, ci sono 300 milioni di pazienti. Nell’Unione Europea la prevalenza varia, a seconda del Paese considerato, dal 4 al 7% e sono almeno 1,5 milioni le persone affette da asma grave, forma difficile da gestire con i farmaci oggi disponibili e che, in circostanze estreme, può portare addirittura alla morte.

In Italia si parla complessivamente di un’incidenza del 4.5% della popolazione, ossia di circa 2,6 milioni pazienti, mentre soltanto nella Regione Toscana soffrono di asma bronchiale oltre 300mila persone.

Il numero di pazienti è comunque in costante aumento, soprattutto nei Paesi occidentali. Un ruolo importante nell’aumento della prevalenza dell’asma in queste aree sarebbe da attribuire a particolari fattori ambientali, allo stile di vita, all’inquinamento atmosferico e ad alcuni fattori di tipo igienico.



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