Pare che il cardinale Re abbia alzato la voce nelle stanze vaticane di fronte Bergoglio

Pare che il cardinale Re abbia alzato la voce nelle stanze vaticane di fronte Bergoglio come non si usava in quei luoghi fin da prima del Concilio di Trento. Il messaggio pare che fosse questo: ti abbiamo eletto perché tu riformassi, non perché distruggessi la Chiesa. Non sappiamo se questo aneddoto sia vero ma solo il fatto che circoli rivela un’atmosfera che appare non solo preoccupante ma anche inquietante. Come lo sono le parole pronunciate da Bergoglio di fronte alla Curia per gli auguri di Natale -circostanza fu mai più inusuale in quanto il Natale è la festa della luce e della pace- in cui si parla di complotti o di conventicole che lavorano contro il papa. Fatto che tradisce la presenza di emozioni negative al di là delle mura leonine. Era stato anche impressionante sentire il ratzigeriano Muller, appena dimesso da prefetto della dottrina della fede, dichiarare come pizzino che molti gli chiedevano di prendere la testa di una fronda anti-bergogliana per la difesa della Chiesa così come le pesanti dichiarazioni di Burke. Ma forse si tratta di qualcosa di ancora più grave. Effettivamente, già le modalità con cui questo papa è stato eletto rimandano a tempi lontanissimi e non luminosissimi della Chiesa cattolica. Che un papa si sia dimesso certamente non per ragioni di salute, vista la sua sopravvivenza, fa pensare più al complotto che al ricambio naturale.

Ma non dobbiamo stupircene più di molto. Quel grande studioso cristiano, un po’ gnostico e un po’ escatologo, Sergio Quinzio scrisse già negli anni ’90 un saggio in cui si descriveva un’ipotetica fine della Chiesa nella quale l’ultima enciclica di un papa suicida -non sappiamo se fisicamente o metaforicamente- sarebbe stata quella in cui si parlava del fallimento storico del Cristianesimo. Basta leggere molte delle pastorali di papa Bergoglio che riguardano proprio la Chiesa per capire che questo pensiero alligna con forza. Ma lo stesso Quinzio, citando la Lettera ai Tessalonicesi, parla di un’ineludibile fine dei tempi in cui sarà necessario che il mistero di iniquità si manifesti e che debba essere tolto ciò che lo impedisce, cioè forse la Chiesa di Roma. Sembra quello che papa Bergoglio stimoli ogni giorno di più. Il riferimento per esempio continuo alla opportunità di un’invasione afro-islamica dell’Europa ha un sapore che riecheggia più nelle proposizioni della open society di Soros e nelle raffigurazioni del nuovo ordine mondiale piuttosto che nelle idee di Benedetto XVI esposte nel suo discorso di Ratisbona. Tutto questo presunto messaggio progressista e globalista, che in definitiva equipara il cristianesimo alle altre religioni in un relativismo mai visto prima, non sembra tradursi in alcun miglioramento del funzionamento interno e nella stessa purificazione della Chiesa. Basti pensare a ciò che è accaduto anche in tempi recenti con il cardinale di Tegucigalpa, Maradiaga, che Francesco I pose a testa di quella informalissima commissione di 8 cardinali per la riforma della Curia che non ha partorito granché se non una drammatica richiesta sui conti dello stesso Maradiaga che pare abbia dilapidato qualche milione di euro proveniente da incertissime fonti finanziarie. Come il destino di quel cardinal Pell, posto a rifondare le finanze vaticane, che è dovuto tornare in Australia inseguito da avvisi di garanzia per faccende oscure che riguardano la pedofilia.

Insomma, questo papa che avrebbe dovuto purificare la Chiesa dall’interno ha partorito faccende non chiare. Avrebbe dovuto rimettersi amorevolmente come il pastore alla testa dei suoi episcopi e poi del resto del popolo tutto. Ma si è rivelato un propagandista del mondialismo e di una globalizzazione disperante che nulla ha fatto per migliorare la fragilissima nave di Pietro

È vero che la profezia di Fatima e di Malachia, monaco dell’XI secolo, parlano di tempi oscuri per la Chiesa romana. Ma si sa che lo Spirito Santo soffia dove e quando vuole. Probabilmente dopo questo pontificato non rimarrà una chiesa romana come i cattolici l’avevano ereditata dai precedenti pontificati. Per i credenti è un momento di grande sconvolgimento ma anche per i non credenti questo principio di identità che si poneva al centro del Mediterraneo sembra esposto a venti oscuri che una certa escatologia apocalittica vede come risolutivi. Ma una lettura razionale vede questi venti oscuri come una crisi irreversibile della più grande organizzazione etica del pianeta che sembra ridotta a seguire come una marionetta le ONG di Soros che traghettano musulmani in Europa in una prospettiva dagli esiti imprevedibili. Forse è questo che molti cardinali temono. Ma a questo grido Bergoglio sembra sordo. La profezia di Malachia parla di un Pietro II o di due Pietro che siedono in Vaticano nello stesso momento, come Bergoglio e Ratzinger. Speriamo che Malachia non abbia ragione quando predice che quello di Pietro II sarà l’ultimo pontificato.

Mentre San Pio V recitava il rosario durante la battaglia di Lepanto e il cappuccino Marco d’Aviano sollevava la croce mentre i Turchi assediavano Vienna, nessuno si preoccupa dei valori calpestati della civiltà europea che sembra disgregarsi. Alle nostre latitudini, invece, la conferenza episcopale italiana riscuote i successi del matrimonio gender, degli uteri in affitto legalizzati e adesso anche della progressiva legalizzazione del suicidio assistito con Emma Bonino passata dagli aborti rivoluzionari alle conferenze in Vaticano. Ma Bergoglio tutto questo pare interessare assai meno dello ius soli e delle interferenze -che per altro nega- nella politica italiana. Il povero Paolo VI nella sua amletica post-conciliarità aveva parlato del fumo di Satana dentro la Chiesa. Forse non delirava.

MELUZZI prof. Alessandro



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi