Parigi chiama Italia. Merano risponde?

Parigi chiama Italia. Merano risponde? Questo, in sunto, il concetto emerso in da parte di Fratelli d’Italia/AN.
E’ stato presentato un piano sicurezza per il cittadino nei confronti dell’inserimento sul territorio di richiedenti asilo politico. Piano nato per esigenze della quotidianità, sentendo professionisti del settore, sia legali che esponenti delle Forze dell’Ordine, ma che si è andato ad implementare alla luce della stretta attualità di questi giorni.
Il piano sicurezza parte dalla necessità di imporre un principio precauzionale di controllo a prescindere su tutti i richiedenti asilo che insistono sul nostro territorio, imponendo, per trasparenza, un censimento pubblico delle strutture che gli accolgono a disposizione di tutti i cittadini e costantemente aggiornato ed un controllo da parte delle forze dell’Ordine a campione tutti i giorni nelle varie strutture anche tramite appello nominale con simultanea comunicazione alle Forze dell’Ordine delle presenze o meno dei singoli individui nel luogo ove risiedono.
Oltre a questo sarà necessario calibrare la sistemazione residenziale ed il regime occupazionale alla luce della transitorietà della presenza di queste persone in Italia: in altre parole, non deve in alcun modo essere agevolato la loro stabilizzazione a casa nostra.
L’attualità irrompe però e porta alla luce il paradosso che spesso abbiamo avuto modo di denunciare: la presenza non solo tra i richiedenti asilo ma anche tra i profughi di potenziali terroristi o semplici delinquenti. Non solo la cronaca di tutti i giorni ci riporta casi di spaccio ed aggressioni ma addirittura abbiamo registrato il caso di un terrorista che viveva alle spalle della comunità. Anzi no, due.
Dalle indagini dei ROS emerge che tra gli arresti vi sono due personaggi, uno che viveva con un contributo di 2000 € al mese di assegni familiari per mantenere i suoi 5 figli ed un altro a cui era stato riconosciuto lo status di profugo e, quindi, riceveva un sussidio ed aveva in dotazione un appartamento a Merano a spese pubbliche.

Mantenuti dai contribuenti per organizzare attentati, reclutare adepti da avviare al martirio, educare i bambini al terrorismo e festeggiare gli attentati. Non male.

Come emerge, del resto, da un’intercettazione dei ROS, il sedicente profugo al telefono rassicura l’interlocutore: “Ricevo denaro e mi continuano a pagare l’affitto. Se interrompono i pagamenti ti faccio sapere.”
Su questa indecenza, Fratelli d’Italia/AN depositerà un’interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni. Verrà chiesto conto, con separata interrogazione al Ministro di Giustizia, delle tempistiche dell’iter burocratico che si sono dilungate ingiustificatamente con pretesti burocratici come, ad esempio, 4 mesi per le sole traduzioni degli atti giudiziari. La nostra giustizia non è per nulla in grado in questi termini di far fronte ad un fenomeno fluido e pericoloso come quello del terrorismo internazionale.

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