PAROLE LIBERATE. PREMIATI I DETENUTI “POETI DELLA CANZONE”

carcere

Il riconoscimento a Giuseppe Catalano e Pietro Citterio. Presentato in anteprima nazionale il brano “P.S. Post Scriptum” musicato e interpretato da Virginio Simonelli, vincitore nel 2011 del talent show Amici

MILANO –  Parole e musica superano le barriere delle carceri italiane e arrivano al grande pubblico, per dare voce a chi voce non ha. È questo lo spirito di “Parole liberate: oltre il muro del carcere”, il premio riservato ai poeti della canzone detenuti nelle carceri italiane, promosso dall’omonima associazione in collaborazione con l’Assessorato alla Partecipazione, Cittadinanza attiva e Open data, il DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria– Ministero della Giustizia),  il CETEC (Centro europeo Teatro e Carcere), con le associazioni A buon diritto, Ancot, Antigone, Centro Ramdass, Fed.I.M. (Federazione Italiana Musicoterapia), Ristretti Orizzonti, La Ribalta–Centro Studi Enrico Maria Salerno e Storieria.com.

Questa mattina, presso l’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele II, i rappresentanti dell’Amministrazione comunale hanno premiato Giuseppe Catalano e Pietro Citterio, vincitori delle edizioni 2015/16 e 2016/17. L’evento è stata anche l’occasione per la presentazione del brano “P.S. Post scriptum” che il cantante Virginio Simonelli, vincitore dell’edizione 2011 del talent show Amici, ha eseguito per la prima volta davanti al pubblico presente.

L’iniziativa nasce nel febbraio del 2014 dall’autore Duccio Parodi che l’ha sviluppata con Michele De Lucia (giornalista e scrittore) e Riccardo Monopoli (attore). L’idea, unica nel suo genere in Italia, è chiedere ai detenuti di non scrivere semplicemente una poesia ma diventare co-autori di una canzone. A una giuria di esperti è affidato il compito di selezionare il testo vincitore tra i partecipanti, che sarà poi affidato a un “big” della musica italiana perché la trasformi in canzone. In questo modo, sollecitando la creatività delle persone e combinando parole e musica, si apre un nuovo canale di comunicazione tra carcere e società civile.

Attraverso la partecipazione a “Parole liberate, il detenuto viene invitato a esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni portandoli all’esterno, oltre le mura del carcere, mentre le persone “libere”, grazie a una maggiore conoscenza della realtà penitenziaria veicolata attraverso un registro inedito, si avvicinano a un mondo spesso soggetto a pregiudizi e paure.

Il big della prima edizione 2014/15, che ha visto 58 testi in gara, è stato il cantautore Ron, che ha musicato “Clown Fail” di Cristian Benko in arte Lupetto, allora detenuto presso il carcere di San Vittore. Il big della seconda edizione (129 testi in gara) è Virginio Simonelli, già vincitore di Amici nel 2011. Virginio ha musicato e interpretato la lirica “P.S. Post scriptum” di Giuseppe Catalano,  che all’epoca della partecipazione al Premio era detenuto presso il carcere di Opera. La terza edizione, dedicata alla memoria di Marco Pannella,  è stata vinta da Pietro Citterio,  detenuto presso il carcere di Opera, che con “Frammento” ha conquistato la giuria composta dall’attore Toni Garrani, il giornalista del quotidiano la Repubblica Ernesto Assante, il giornalista e conduttore televisivo Michele Cucuzza, il pianista di fama internazionale Giampaolo Pape  Gurioli e la storica voce del gruppo I Giganti, Enrico Maria Papes. Il “big” che la musicherà verrà annunciato entro l’autunno del 2017.

“Parole liberate” è una iniziativa di impegno sociale e civile senza scopo di lucro, che vuole contribuire a dare concreta espressione all’articolo 27 della Costituzione (“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”), sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni nelle quali le persone detenute oggi scontano la pena e richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla necessità di un effettivo reinserimento sociale – innanzitutto attraverso il lavoro – per coloro che hanno finito di scontare la pena.

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