PATENT BOX: 30% DI TASSAZIONE IN MENO A CHI INVESTE IN BREVETTI

E’ partito da Padova il Patent Road, un ciclo di eventi che ha l’obiettivo di spiegare come ottenere un vantaggio fiscale concreto dal know-how aziendale. Più di 70 gli imprenditori che hanno preso parte alla prima tappa del tour che dall’Hotel Sheraton di Padova si sposterà su tutta la Penisola.

A fare gli onori di casa Raffaele Zanon, Presidente di Professione Impresa, Centro Studi & Ricerche che ha spiegato l’importanza del progetto che vede coinvolto NovaFund, Gruppo Imperiali e Technetic. Un progetto che trova fondamento nella Legge di Stabilità 2015, aggiornata dal decreto Investment Compact (D.L. n. 3/2015) e che prevede una detassazione per i redditi derivanti da brevetti, marchi, software, diritti d’autore.
“Il Patent Box è un gioco intelligente dove volevamo esserci“ spiega l’ Avv.to Riccardo Imperiali di Francavilla di NovaFund, specialista dei nuovi strumenti di finanziamento e Gruppo Imperiali. “John Maynard Keynes, padre dell’economia moderna, sosteneva che per la crescita del Paese, fondamentale è l’intervento pubblico e questo è uno di quei casi dove finalmente il Governo Italiano decide di scendere in campo con questa misura che da respiro alle imprese. Non riguarda solo i brevetti, marchi, disegni ma più in generale il know how”.
“Tutti possono partecipare”, spiega l’Ing. Lucilla Lanciotti di Technetic “Siamo di fronte ad uno strumento che da’ respiro a chi propone, valorizza e investe su brevetti, marchi e diritti d’autore. Tre i casi principali: la cessione del bene immateriale a terzi, riservato alle aziende titolari del bene; lo sfruttamento diretto del bene materiale e quello indiretto”.
Il patent box prevede una detassazione parziale (30%) ai fini IRES e IRAP nel 2015, primo periodo di imposta del regime. Nel 2016 si arriverà ad una detassazione del 40% e dal 2017 al 2019 la quota di reddito detassata sarà pari al 50% ai fini IRES e IRAP del reddito derivante dall’utilizzo di beni immateriali e totale ai fini IRES e IRAP delle plusvalenze derivanti dalla cessione degli beni immateriali in caso di reinvestimento di almeno il 90% del corrispettivo nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali (brevetti, marchi, disegni e modelli, opere dell’ingegno, nonché processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili).
Si tratta dunque di una formula che potrebbe dare un margine importante alle imprese italiane e del Nordest che si trovano spesso ostacolate da una tassazione eccessiva e vincolante.

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