“PER UNA VERA BUONA SCUOLA”: MANIFESTAZIONE CONTRO IL GENDER DI FRONTE AL MIUR

Toni Brandi, ProVita: “Richiesta del consenso informato preventivo dei genitori da parte delle scuole è battaglia fondamentale. Manifestiamo per tutelare il ruolo delle madri e dei padri nell’educazione dei propri figli 

ROMA –  Si è svolta  una manifestazione di circa mille persone davanti al Ministero dell’Istruzione contro l’ideologia gender e i progetti di sessualizzazione precoce nelle scuole, organizzata da l’Associazione ProVita Onlus, NonSiToccaLaFamiglia, Articolo 26 e Generazione Famiglia.

Intervistato durante il presidio, il Presidente di ProVita, Toni Brandi, ha dichiarato: “E’ da tre anni ormai che ProVita raccoglie i casi di progetti scolastici che ci vengono segnalati (link al dossier), di solito promossi da associazioni LGBT, che dietro alle parole ‘omofobia’, ‘discriminazione’ o ‘bullismo’, celano una ideologia secondo la quale il sesso naturale è irrilevante, la percezione soggettiva sarebbe l’unica cosa fondamentale, e che i bambini non hanno bisogno di mamma e di papà. Questi progetti passano perché vengono descritti in modo superficiale ai genitori, oppure perché – spesso – addirittura si aggira il loro consenso”. 

L’iniziativa nasce per opporsi all’inazione o addirittura alla complicità del MIUR davanti alla diffusione di tali progetti educativi ispirati alle teorie gender e alla sessualizzazione precoce dei nostri bambini.

“Una battaglia fondamentale per ProVita. Più volte il MIUR ha ribadito che la partecipazione dei figli a progetti riguardanti temi come la sessualità dovesse essere subordinata al consenso dei genitori. Affermazioni che finora sono state costantemente disattese. Per questo oggi chiediamo che il consenso informato preventivo richiesto ai genitori da parte delle scuole venga finalmente formalizzato a livello normativo e che siano garantite attività alternative in caso di rifiuto da parte dei genitori.

“Le persone che si sono radunate qui oggi – conclude Brandi – parlano a nome di milioni di Italiani del Family Day che lottano per vedere riconosciuto e tutelato il loro ruolo di educatori dei propri figli, come previsto dall’articolo 30 della nostra Costituzione”.



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