Pesca sportiva nei porti, grazie ad un protocollo ora è possibile

FIRENZE – Nei porti di Livorno Toscani – Piombino, Marina di Carrara, Viareggio, Porto Santo Stefano, Capraia, Portoferraio, Rio Marina, Cavo, Marina di Campo e Isola del Giglio – saranno definite aree in cui verrà consentita la pesca sportiva. Si tratta della prima iniziativa di questo genere in Italia, nata come risposta alle richieste delle associazioni di pescatori e finalizzata a rendere le aree portuali fruibili anche per attività diverse da quelle turistico-commerciali e di scalo marittimo.

Quella della presenza di pescatori amatoriali nelle aree portuali è una questione annosa. La pratica della pesca sportiva e ricreativa all’interno dei porti – tranne sporadiche e locali eccezioni – è in generale vietata a causa delle mutate esigenze normative di sicurezza legate al quadro internazionale e solo in alcuni casi tollerata. D’ora in poi, invece, nei principali porti toscani saranno definite e indicate con una specifica segnaletica (che riporterà regolamentazione ed eventuali sanzioni per i trasgressori) le aree in cui la pesca sportiva sarà consentita.

Con il “Protocollo d’intesa per la promozione della pesca sportiva e ricreativa nei porti della Toscana”, sottoscritto dalla Regione Toscana, dalla Direzione Marittima di Livorno-Guardia Costiera, dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, dall’Autorità Portuale Regionale e dalle associazioni di pescatori FIOPS, FIPSAS e ARCI PESCA FISA, si cercherà per la prima volta in Italia di trovare una soluzione che regoli la situazione e legittimi la pesca nelle aree portuali, seppur in zone limitate, dove lo sport non confligge con l’attività portuale. La prima fase di attuazione del protocollo avrà valore di sperimentazione e durerà per 15 mesi.

L’atto è stato sottoscritto dall’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli, dal Capitano Giorgio Castronuovo della Direzione Marittima Toscana-Guardia Costiera della Toscana, da Stefano Corsini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, da Luigi Bosi dell’Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Orientale, da Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorità Portuale Regionale Toscana, Andrea Collini presidente FIOPS, Ugo Matteoli presidente FIPASAS, Fabio Venanzi presidente Arci Pesca.

“Abbiamo accolto le richieste che ci sono arrivate dalle associazioni dei pescatori, in particolare da FIOPS, FIPSAS e ARCI PESCA FISA – ha detto l’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli – e abbiamo chiesto alle autorità competenti di condividere con noi la ricerca di una intesa per far coesistere all’interno dei porti l’attività portuale, prioritaria, e la pesca sportiva, un’attività che in Italia coinvolge circa 2 milioni di persone e che anche lungo la costa toscana è molto amata e praticata. Con questo protocollo diamo il via a questa sperimentazione, la prima a livello nazionale. Ci siamo dati 15 mesi di tempo per attuare quanto previsto e vedere se le cose funzioneranno”.

In base al protocollo le Autorità di Sistema Portuale coinvolte, d’intesa con le Autorità marittime competenti, coordinate dalla Direzione marittima – Guardia Costiera della Toscana indicheranno le aree in cui la pesca sarà consentita e installeranno la segnaletica, le associazioni sportive firmatarie del provvedimento informeranno i pescatori e li sensibilizzeranno al rispetto delle aree indicate (cercando di prevenire o attenuare possibili conflitti), definiranno un calendario annuale di iniziative per educare alla corretta fruizione del mare, faranno conoscere anche alle altre associazioni, presenti anche in altre Regioni, la sperimentazione toscana. La Regione si farà carico di eventuali spese necessarie per la realizzazione del progetto.



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