[Piazza Dante] trattano casa nostra come il campo di battaglia di guerre tra tribù

TRENTO – Siamo ancora ebbri dei suffumigi buonisti della “giornata mondiale del profugo”, in cui ci hanno ammorbato con le solite litanie quando ci troviamo, per l’ennesima volta, di fronte alle concrete conseguenze dell’accoglienza indiscriminata.
L’Amministrazione comunale di Trento lo ammetta: ha compartecipato a rendere Piazza Dante una zona franca e con essa anche buona parte del centro storico della città e molte periferie. In modo scientifico.
Il primo di una serie di appuntamenti estivi di un locale è stato rovinato da due gruppi contrapposti di nordafricani che sul nostro territorio probabilmente nemmeno dovrebbero poter stare e che hanno inscenato l’ormai consueta rissa a suon di sassaiole e bottiglie rotte.
L’Amministrazione faccia poi mente locale. Nemmeno un mese fa la piazza era stata teatro della medesima scena: fazioni straniere contrapposte in assetto da guerriglia, armate di spranghe e bottiglie, hanno anche danneggiato la vetrata della Stazione delle Autocorriere. Risale poi ad un anno fa la chiusura del mini Poli di via Roma a causa del clima invivibile e potremmo continuare ancora con molti altri esempi, come risse ed accoltellamenti in centro storico e addirittura sotto il Palazzo della Regione.
L’Amministrazione e la Provincia facciano infine una scelta: proseguire le solite politiche scellerate di accoglienza lasciando cittadini ed esercenti in balia di risse fra clan o iniziare a fare gli interessi della propria gente. Se prima si riusciva a “riconquistare” una piazza per una sera e questi individui erano costretti a spostarsi un po’ più in là, ora sono giunti ad un livello di impunità tale da potersi permettere in qualsiasi momento di mettere a ferro e fuoco la città anche davanti ai nostri occhi.
Non è questione di integrazione e favolette analoghe: questa tipologia di individui continuerà a comportarsi in modo violento, quasi tribale, a prescindere dal contesto all’interno del quale si trova, né più né meno di quanto io continuerei a comportarmi da trentina quale solo in qualunque posto dovessi trovarmi contingentemente a stare.
Chiunque abbia partecipato a qualsiasi titolo ad azioni del genere deve essere immediatamente oggetto di espulsione, per una questione di giustizia e perché funga da monito per gli altri: non dovremmo permettere a nessuno di trattare casa nostra come fosse il campo di battaglia di una guerra tra tribù.
La decisione è molto semplice: o noi o loro. Perché laddove noi arretriamo, loro avanzano.

Marika Poletti

Presidente Provinciale Fratelli d’Italia/AN Trentino

 

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