Pil +1,9%, disoccupazione giù al 5,8%, Emilia-Romagna prima per crescita

“Un aumento del Pil dell’1,9% nel 2018, che confermerebbe l’Emilia-Romagna prima regione in Italia per crescita per il quarto anno consecutivo. Con la disoccupazione che scenderebbe ancora, fino al 5,8%, dal 9% di inizio legislatura, nel gennaio 2015. Dati che ci pongono alla pari delle aree più avanzate in Europa e che, se confermati, renderebbero sempre più concreto e vicino il traguardo del 4-5% nel 2020, ovvero una situazione di sostanziale piena occupazione”.

Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dopo la pubblicazione da parte di Unioncamere Emilia-Romagna delle stime contenute nello scenario previsionale di Prometeia per l’economia regionale, che rivede, incrementandolo, l’aumento del Pil per il 2017 (+1,8%, il più alto in Italia insieme alla Lombardia) mentre per l’anno in corso stima una crescita ulteriore dell’1,9%, la più alta in assoluto a livello nazionale, per un ritmo pari a quello della Francia. Continuerebbe poi il calo della disoccupazione: dal 6,3% del 2017 al 5,8% del 2018.

“Numeri- prosegue Bonaccini- importanti non tanto per classifiche o primati, quanto per l’ennesima dimostrazione della solidità del gioco di squadra inaugurato nel luglio di tre anni fa con il Patto per il Lavoro, quando come Regione chiamammo i firmatari – territori, imprese, sindacati, associazioni, università – a condividere quello che da subito è stato l’obiettivo prioritario di questa Giunta: creare sviluppo e buona occupazione. Un fare insieme che ha in sé, come dimostrano proprio i dati sulla crescita, meccanismi, capacità e volontà per non fermarsi, per continuare a insistere facendo leva sulle politiche di investimenti pubblici che abbiamo avviato e portato avanti, su internazionalizzazione e attrattività, su ricerca e innovazione, rafforzando sanità e welfare per non lasciare indietro nessuno. Concentrandoci ora ancora di più sul creare nuove opportunità di lavoro per i giovani e la lotta al precariato, perseguendo una crescita omogenea che premi allo stesso modo tutti i territori. Uno sforzo- chiude Bonaccini- che auspico possa incontrare una larga condivisione: ricordo, infatti, che il Patto per il Lavoro è aperto alle proposte di tutti, per obiettivi che non devono conoscere differenze politiche”.



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