Plastiche e balene nell’Arcipelago Toscano, anche eco-volontari francesi per Pelagos Plastic Free

Gli ambientalisti francesi del progetto Expédition MED sono conviti che ormai il Mediterraneo possa essere definito una “Plastisphère” perché «rappresenta un nuovo ecosistema composto da micro-organismi e da batteri potenzialmente pericolosi per le specie marine, compresi i cetacei». Per questo Expédition MED ha aderito al progetto “Pelagos Plastic Free – Integrated actions to reduce plastic debris in the Pelagos Sanctuary” che si basa proprio «sulla necessità di ridurre l’inquinamento causato dai rifiuti plastici in mare, al fine di limitare gli impatti sulla salute delle diverse specie di cetacei che vivono in questa zona marina protetta».

Pelagos Plastic Free è uno dei progetti selezionati nell’ambito del bando “Pelagos 2017”, in occasione della VII Riunione delle Parti dell’Accordo Pelagos, tenutasi a Monaco il 12 dicembre 2017. Si tratta di un’iniziativa diretta da Legambiente in partenariato con Expédition Med, Parco nazionale delle Cinque Terre, Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, Unicoop Firenze, Mareblu e Novamont,

Quelli di Expédition MED spiegano che «Le zone di alimentazione delle balene coincidono con dei siti ad alta concentrazione di macro e microplastiche nel santuario Pelagos. L’arcipelago Toscano è una delle regioni del Mar Mediterraneo con una concentrazione di plastica che può arrivare fino a 10 kg/km2. Le grandi specie che si alimentano attraverso il filtraggio del plancton come la balenottera comune (Balenoptera physalus) ingeriscono nella stessa occasione delle microplastiche». Proprio la balenottera comune sarà il cetaceo simbolo di Expédition MED: si tratta di un gigantesco mammifero marino che raggiunge e supera i 22 metri di lunghezza e le 70 tonnellate di peso e del secondo più grande animale che vive nel nostro pianeta, superato solo dalla balenottera azzurra (Balaenoptera musculus). La balenottera comune è inconfondibile per la sua silhouette fine e allungata e puo vivere probabilmente più di 80 anni. La popolazione di balenottere comuni del Mediterraneo è endemica e ogni anno un migliaio di individui migrano dalle sponde sud del Mare Nostrum verso le acque del Santuario Pelagos, che raggiungono profondità superiori ai mille metri, principalemente in estate quando abbonda il loro cibo preferito: il krill. Come spiegano a Expédition MED «Ogni anno dei neonati e dei cuccioli di piccola taglia (circa 6 m e 2 tonnellate) vengono osservati in prossimità della Provenza o della Corsica».

Dopo la prima campagna realizzata nel 2017 sulla “plastisfera” nel Mediterraneo (lo studio dei campioni raccolti è ancora in corso), la campagna 2018 di Expédition MED cerca volontari per proseguire quello studio delle comunità microbiche che colonizzano i rifiuti marini di plastica e i potenziali patogeni che potrebbero provocare dei danni biologici ai cetacei. Gli ambientalisti francesi ricordano che «I responsi delle biopsie delle balene del Mediterraneo hanno rivelato delle concentrazioni più elevate di sostanze chimiche persistenti, bioaccumulanti e tossiche, additivi plastici e biomarcatori rispetto alle balene che vivono in habitat meno inquinati».

All’interno di Pelagos Plastic Free i volontari e gli scienziati di Expadition MED studieranno «Le comunità microbiche che vivono sulla superficie delle macroplastiche e delle mesoplastiche che galleggianti nel santuario Pelagos».    DI   Umberto Mazzantini



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