Politiche per recupero e ripristino beni culturali dopo sisma 1997

Un’occasione di confronto per ricordare la ricostruzione effettuata in Umbria dopo il terremoto del 1997. Un incontro per parlare, con l’ausilio di esperti e tecnici del settore, di quanto avvenuto nei venti anni da allora trascorsi. Si è tenuto oggi alla Rocca Albornoziana di Spoleto il convegno “Le politiche per il recupero ed il ripristino dei beni culturali messe in atto in Umbria dopo il sisma del 1997” cui hanno partecipato – coordinati da Alfiero Moretti, Dirigente Ufficio Speciale Ricostruzione – Fabrizio Cardarelli, Sindaco del Comune di Spoleto e Catiuscia Marini, Presidente Regione Umbria al tavolo affiancati da Stefano Mancini, Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia, da Maria Luisa Guerrini, Presidente Ordine degli Architetti della Provincia di Perugia e da Enzo Tonzani, Presidente Collegio dei geometri e geometri laureati della Provincia di Perugia.

In apertura il Sindaco Cararelli, oltre a celebrare la capacità e la competenza dimostrate nell’affrontare il difficile processo di ricostruzione a seguito dei fatti del 1997, ha voluto parlare anche della situazione attuale: “Quella del 1997 è stata una ricostruzione presa sovente a modello. Un sistema per tanti versi esemplare, capace di dare lezione. Auspico con forza che per affrontare l’emergenza attuale” si ricorra ad un sistema analogo a quello del ‘97, che conceda “autonomia gestionale e spazio di manovra ai Presidenti delle Regioni e alle autorità regionali”, soggetti cioè che conoscono il maniera profonda i contesti e le dinamiche su cui si va ad operare e a cui sta massimamente a cuore il proprio territorio.

Anche la Presidente Marini nel suo intervento ha intrecciato storia e attualità, ha parlato della ricostruzione del 1997 e dell’emergenza ancora in atto, ricordando come, se anche l’area geografica dell’attuale sisma sia stata più contenuta di quella del 97, più profonde e gravi siano state le ferite causate dalle scosse del 2016. La sfida dell’oggi è quella concepire ha detto un sistema di ricostruzione che sappia far tesoro delle conoscenze e delle esperienze di tecnici e addetti ai lavori ma che sappia allegarsi ad un processo di condivisione e di partecipazione con la comunità e con la popolazione.

La prima parte degli interventi tecnici è stata incentrata sul recupero degli immobili soggetti alla tutela dei beni culturali la prima sessione del convegno introdotta da Filippo Battoni, Dirigente USR Umbria con gli interventi: “Le lezioni dei terremoti del 1997 e del 2016” di Paolo Angeletti, Ingegnere, Presidente CTS sisma ’97. “Il Salvataggio della Basilica Patriarcale di S. Francesco in Assisi” di Paolo Rocchi, Architetto, prof. ordinario f.r. di Consolidamento degli Edifici Storici – Università La Sapienza di Roma. “Il terremoto del 1997 in Umbria e il nuovo approccio normativo all’analisi e al recupero strutturale del patrimonio storico architettonico” di Giovanni Cangi, Ingegnere “Associato di Ricerca CNR-ITABC”. “Sisma del 1997: una occasione di studio” di Giuliano Macchia, Architetto

La seconda sessione è stata dedicata alle politiche per il recupero e la conservazione dei beni mobili. Introduzione di Ciro Becchetti, Direttore Politiche Culturali Regione Umbria. Interventi: “Umbria – prevenzione e protezione per i beni culturali” di Alessandro Severi, già dirigente Servizio Protezione Civile regionale. “Attuazione e risultati degli accordi di Programma 2004 e 2007. L’attività del Laboratorio di diagnostica di Spoleto per la tutela e la prevenzione dei beni culturali in situazioni di rischio” di Vittoria Garibaldi, già Direttore regionale Umbria del MIBACT. “La messa in sicurezza dei beni mobili. Il Deposito di S. Chiodo: interventi di restauro e catalogazione” di Marica Mercalli, Soprintendente MIBACT Umbria. “I vigili del fuoco per i BB.CC.” di Francesco Notaro, Comandante provinciale Vigili del Fuoco di Perugia.



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