POLITICHE SOCIALI. ASSEGNATI DIECI BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ

Milano- Una ciclofficina, un social market, tre residenze per persone bisognose di percorsi di inclusione, una casa rifugio per ragazze e ragazzi omosessuali costretti a lasciare il luogo dove sono cresciuti perché rifiutati. Sono alcune delle destinazioni dei dieci immobili confiscati alla criminalità organizzata per i quali si è da poco conclusa la procedura di assegnazione da parte del Comune di Milano.

Al bando pubblico, lanciato il 27 ottobre 2017, hanno partecipato 36 soggetti presentando diversi progetti con finalità sociale per l’utilizzo degli spazi. I vincitori riceveranno, per un minimo di tre anni, gli immobili in comodato d’uso gratuito nello stato in cui si trovano e dovranno, nel giro di tre mesi dalla stipula della convenzione, avviare i lavori di ristrutturazione, pena la decadenza.

Attualmente sono 163 le unità immobiliari confiscate alle organizzazioni criminali in carico alle Politiche Sociali del Comune di Milano. Molti di essi sono già stati restituiti alla città e al loro interno sono nate attività a scopo sociale. In alcuni di questi immobili farà tappa la nuova edizione del Festival dei beni confiscati, dal 13 al 15 aprile 2018.

I progetti vincitori:

1. L’associazione “Il Balzo” gestirà lo spazio di via Ceriani, destinato a progetti di residenzialità rivolti persone con disabilità.

2. La cooperativa sociale “Comin” gestirà lo spazio di largo Fratelli Cervi per sostenere e promuovere il protagonismo delle associazioni di volontariato e delle risorse del territorio per diventare un riferimento per le attività socio-culturali del quartiere.

3. L’associazione “Terza Settimana” continuerà a gestire il social market di via Leoncavallo 12, aperto fin dal 2013.

4. Il consorzio “Area Solidale onlus” gestirà negli spazi di via Paisiello una ciclofficina con l’intento di creare posti di lavoro per persone in condizione di disagio. Nei 100 mq dello spazio sarà presente un maestro biciclettaio che insegnerà ai ragazzi – soprattutto a quelli detenuti nell’istituto Beccaria – l’arte della riparazione delle biciclette per favorire il loro reinserimento nella società.

5. Il consorzio “Sis” ha pensato negli spazi di via Curtatone, destinati dal bando a progetti per favorire l’occupazione dei giovani, di attivare una sorta di Job Café, un locale nel quale sperimentare percorsi di formazione e tirocinio nel campo della caffetteria leggera e del servizio catering. All’interno dell’edificio verrà attivato anche uno sportello di orientamento al lavoro. Quello di via Curtatone è l’unico edificio assegnato alla Direzione Politiche Giovanili di Palazzo Marino. Tutti gli altri rientrano nelle competenze dell’Assessorato alle Politiche Sociali.

6. La cooperativa sociale “Arca di Noè” intende invece avviare negli spazi di via Imbriani progetti per adulti in difficoltà: donne sole con figli a carico, nuclei familiari in emergenza abitativa, clochard, padri separati e disoccupati. La cooperativa fornirà loro ospitalità temporanea nello stabile per scongiurare il rischio che scivolino in situazioni di più grave vulnerabilità.

7. La fondazione “Arché onlus” si propone di continuare l’attività di contrasto al disagio giovanile portata avanti dal 2010 nell’immobile di via Jean Juares. In aggiunta, il piano superiore verrà convertito in un co-working a disposizione di giovani creativi a cui verrà chiesto, “in cambio” dell’ospitalità, di svolgere azioni di tutoraggio nei confronti dei ragazzi del territorio.

8. Nello stabile di via Sommacampagna nascerà invece la prima Casa rifugio di Milano per ragazze e ragazzi omosessuali costretti a lasciare il luogo dove sono cresciuti perché rifiutati, non accettati dalla famiglia o dalla gente che li ha discriminati e isolati a causa del loro orientamento sessuale. La struttura, dopo la ristrutturazione, potrà ospitare fino a cinque persone. Promotori del progetto sono la cooperativa “Lotta contro l’emarginazione” e l’associazione “Cig Arcigay Milano”.

9. L’associazione “Cuore e Parole onlus” aprirà nell’edificio di via Vallazze una sede rivolta ai teenager al fine di promuovere la cultura della cittadinanza attiva e la diffusione del volontariato.

10. L’associazione “Mamme a scuola” vuole trasformare gli spazi di via Varesina in un punto di riferimento per le donne immigrate, in particolare per rispondere ai bisogni delle mamme. Questa sede vuole rappresentare uno spazio “fuori aula” per le donne che frequentano i corsi di italiano dell’associazione.



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