Presentato a Palazzo Pirelli nuovo musical detenuti carcere di Opera

Lo spettacolo “Figliol prodigo” illustrato a Palazzo Pirelli dal Presidente Cattaneo, presenti i Presidenti Fanetti e Girelli e il direttore del penitenziario Siciliano
Milano – Uno spettacolo come forma di riscatto, per sottolineare che nonostante gli errori commessi in vita è possibile rigenerarsi con se stessi e la società. E ricominciare da capo. E’ questo il messaggio che lancia il “Figliol prodigo”, il nuovo musical realizzato dai detenuti del Carcere di Opera, che in occasione del Giubileo del Carcerato sarà a messo in scena ad Opera, Brescia e Roma, e che è stato presentato a Palazzo Pirelli nel corso di una conferenza stampa dal Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo insieme ai Presidenti delle Commissioni Carceri e Antimafia, Fabio Fanetti e Gianantonio Girelli, il direttore del carcere di Opera Giacinto Siciliano e l’Assessore alla Cultura Cristina Cappellini.

“Questo spettacolo – ha detto il Presidente Raffaele Cattaneo – ha un valore emblematico forte. E’ un esempio di come si può lavorare seriamente per il recupero dei detenuti e per ridare al carcere i compiti previsti dalla nostra la Costituzione, un luogo dove non si butta via la chiave della cella ma si salvaguarda la dignità dei detenuti e al tempo stesso si lavora per iniziare un percorso alla fine del quale si aprono le porte per il reinserimento nella società”.
Per il Presidente della Commissione Carceri Fabio Fanetti, lo stesso titolo del musical rappresenta un messaggio molto importante. “Ci lega un po’ al valore della parabola del Vangelo ed è rivolto sia alla società che al reo: aiutare il ritorno di chi si è allontano e comprendere che prendere strade sbagliate nella vita oltre che alla società fanno male a se stessi”.
Anche il Presidente della Commissione Antimafia Gianantonio Girelli ha sottolineato il “messaggio innovativo e di grande riflessione” che lancia lo spettacolo dei detenuti di Opera. “E tutto ciò avviene .- ha aggiunto – con una forma artistica di alto livello che sottolinea come la vita sia fatta di scelte e che quella che si sceglie poi alla fine può fare la differenza”.
“Quando abbiamo iniziato – ha raccontato il direttore del carcere di Opera Giacinto Siciliano – l’abbiamo fatto per gioco. Questo gioco poi è diventato grande ed è diventato una cosa seria. Lo spettacolo parla del perdono e della voglia di ricominciare e ce lo dicono non attori professionisti ma persone che avevano scelto la guerra ma che oggi dopo essersi resi conto di avere sbagliato guardano a un percorso di vita diverso. E’ una grande, straordinaria testimonianza e al tempo stesso una importante messaggio culturale”.

L’opera diretta da Isabella Biffi, in arte Isabeau, rientra in un progetto culturale di rieducazione attivato 9 anni fa e che ha già dato ai detenuti l’opportunità calcare il palcoscenico dei più prestigiosi teatri nazionali, dall’Arcimboldi di Milano all’Ariston di Sanremo, nonché di andare in scena a Expo Milano 2015. Questo spettacolo è il sesto prodotto da Isabeau con i detenuti nelle vesti di attori, ed è promosso da Regione Lombardia, Ministero della Giustizia e Organizzazione Giubilare.

Alla presentazione erano  presenti anche la regista Isabella Biffi e il presidente delle Associazioni “Casa della Memoria” e “Vittime di Piazza della Loggia” Manlio Milani . Lo spettacolo, che debutterà il 26 ottobre all’interno del Carcere di Opera e sarà rappresentato il 2 novembre a Brescia, andrà poi in scena anche in altre città, con l’obiettivo di dimostrare come, attraverso l’arte e il teatro, qualunque individuo può migliorare se stesso regalando ad altri serenità e speranza.



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