Presentato congresso sulle specie migratrici

Il Delta del Po SI CANDIDA A Osservatorio Internazionale

E’ stato presentato a Venezia nella sede del Consiglio Regionale l’appuntamento scientifico internazionale in programma nel Delta del Po, nel corso del quale, per tre giorni, si confronteranno i massimi esperti a livello mondiale di specie migratrici. Nel corso della manifestazione, che si svolgerà dal 28 al 30 settembre sull’Isola di Albarella a Rosolina (Rovigo), è prevista anche la redazione di un documento di indirizzo per la tutela delle aree protette e per il monitoraggio dei sistemi di conservazione delle popolazioni di animali migratori.
Sono intervenuti alla presentazione l’assessore regionale ai parchi Cristiano Corazzari, il commissario dell’Ente Parco Delta del Po Mauro Giovanni Viti e Fernando Spina in rappresentanza dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e del CSM (Convenzione sulle Specie Migratrici). Ha portato il saluto a nome del consiglio regionale il presidente Roberto Ciambietti. Con questa iniziativa, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e organizzata con la collaborazione della Regione del Veneto, dell’ufficio Unesco di Venezia, del Parco regionale Delta del Po, della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, l’area del Delta del Po si candida a Osservatorio internazionale delle politiche di conservazione e connettività delle specie migratrici.
L’assessore Corazzari ha evidenziato che si tratta di un evento mondiale che per la prima volta si svolge in Italia. “Per il Veneto e per il Delta veneto – ha detto – è una occasione straordinaria che mette al centro il nostro territorio, e domostrare che è possibile sviluppare e concertare con altri enti politiche che siano sostenibili per il territorio”.
“Da questo incontro – ha aggiunto – possono essere perfezionati tutti gli strumenti fondamentali di attuazione degli obiettivi di tutela delle biodiversità. Il mantenimento o il ripristino in uno stato di conservazione degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario, contemperando le esigenze della tutela con quello dello sviluppo economico, sociale e culturale, nel rispetto del principio di sostenibilità ambientale, sono un obiettivo della Regione per tutto il territorio veneto, ma lo sono anche a livello nazionale ed internazionale”.
Corazzari ha, tra l’altro, messo l’accento sulle opportunità di sviluppo. “La situazione che si è creata e che si tra creando nel Delta – ha detto – ci permette infatti di pensare per il futuro allo sviluppo di un “ecoturismo” in un territorio unico nel suo genere, con caratteristiche che superano anche la Camargue o altri delta”.
La presentazione delle tre giornate è stata anche l’occasione per ricordare alla parte emiliana del delta padano la pericolosità delle trivellazioni e per invitare ad impedire questo pericolosissimo sfruttamento del sottosuolo. “Alla luce dell’inserimento del Parco del Delta del Po tra le aree italiane riconosciute dall’Unesco come ‘riserva della biosfera’ – ha concluso Corazzari – abbiamo ancora di più il dovere di tutelare il patrimonio ambientale, culturale ed economico rappresentato dal nostro mare”.



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