Procreazione medicalmente assistita: ampliamento dei livelli di assistenza e prevenzione dell’infertilità

anticipano in provincia di Trento le novità previste dai nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA) e dai pronunciamenti della Corte costituzionale in materia di procreazione medicalmente assistita, con particolare riferimento alle procedure di tipo eterologo e alla diagnosi preimpianto e si punta sulla tutela della fertilità attraverso forme di preservazione della stessa a favore sia di donne che di persone con patologie che possono compromettere la capacità riproduttiva. E’ quanto prevede una delibera proposta dall’assessore alla Salute e politiche sociali, Luca Zeni, approvata oggi dalla Giunta provinciale.
“Con questa delibera – ha spiegato l’assessore Zeni – alziamo il livello di assistenza offerto dal sistema sanitario provinciale nell’ambito della procreazione medicalmente assistita. Introduciamo la possibilità per le coppie di accedere alla fecondazione eterologa, discipliniamo tutte le modalità e in particolare prevediamo e introduciamo dei livelli di assistenza preimpianto. Si prevede il medical freezing, in modo da permettere alle coppie di conservarli e di procedere poi con la gravidanza e il social freezing, ovvero il reperimento degli ovociti”.
Il primario del Centro provinciale per la procreazione medicalmente assistita di Arco, Arne Luehwink, ha spiegato come ci sia la necessità di “porre particolare attenzione al tema della prevenzione. Le nascite diminuiscono e le coppie decidono per vari motivi di fare i figli più tardi. È importante quindi fare informazione su questo tema”.

Il Centro provinciale per la procreazione medicalmente assistita di Arco, recentemente ristrutturato e ampliato al fine di adeguarsi rispetto all’erogazione dei livelli di assistenza previsti dal provvedimento di oggi, nel 2016 ha eseguito complessivamente quasi 800 cicli di PMA di tipo omologo; ora, a regime, potrà, garantire in forma diretta anche le attività di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, la diagnosi genetica preimpianto e l’esecuzione di procedure di crioconservazione dei gameti finalizzate a progetti procreativi.

E’ il caso, quest’ultimo, del medical freezing, offerto a persone affette da patologie o sottoposte a terapie che possono minacciare la fertilità per dare loro una chance di propria procreazione futura, e del social freezing, quale forma preventiva di tutela della fertilità femminile rispetto a un’eventuale futura difficoltà procreativanonché quale forma di sostegno alla donazione di ovociti nell’ambito delle procedure di tipo eterologo.

Un’attenzione particolare, data l’importanza del tema, è riservata ad azioni di informazione e formazione rivolte alle nuove generazioni e, in generale, alla popolazione in età fertile, che saranno oggetto di un progetto specifico di APSS da attuare in raccordo con le istituzioni scolasti



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