Progetti educazione agroalimentare, Fava: bando al via, 57.000 euro disponibili

“L’agroalimentare lombardo rappresenta una delle punte di diamante dell’economia europea e si colloca al primo posto assoluto su scala nazionale. È un patrimonio che Regione Lombardia vuole trasmettere ai giovani con adeguati progetti di educazione agroalimentare, finanziati attraverso un bando che si chiuderà il prossimo 6 ottobre”.

A dirlo è l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che annuncia l’apertura di un bando per selezionare i progetti di educazione agro-alimentare, che saranno finanziati da Ersaf per conto della direzione generale Agricoltura di Regione Lombardia, nel periodo 1° novembre 2017 – 30 aprile 2018. A disposizione ci sono 57.000 euro. Possono presentare la domanda soggetti pubblici e privati, quali associazioni, organizzazioni e fondazioni senza fini di lucro, che abbiano tra i loro obiettivi statutari anche quello dell’educazione agroalimentare, i Comuni e gli istituti della cultura come biblioteche, musei, ecomusei.

I progetti dovranno svolgersi sul territorio lombardo, rivolgendosi principalmente alle scuole o al pubblico indifferenziato di cittadini consumatori, in particolar modo alle figure responsabili degli acquisti familiari. Centrale nello sviluppo del progetto dovrà essere il tema dell’agroalimentare, declinato secondo linee guida predefinite, quali, ad esempio: promuovere la conoscenza e l’importanza dell’agricoltura e più precisamente del sistema agroalimentare attraverso la comprensione delle relazioni esistenti tra sistemi produttivi, consumi alimentari, conoscenza della stagionalità e biodiversità, sostenibilità e salvaguardia dell’ambiente; favorire il conoscere e il saper riconoscere i prodotti agroalimentari di qualità, ottenuti secondo disciplinari di produzione legati alla tradizione e cultura del territorio rurale e/o secondo metodologie rispettose dell’ambiente; favorire l’adozione di corretti comportamenti alimentari e nutrizionali attraverso chiari punti guida: mangiare bene e in modo variato, non trascurare alcun nutriente, favorire il movimento e l’attività fisica; promuovere l’interdisciplinarietà dell’educazione alimentare, informando sugli aspetti storici, culturali, antropologici che possono coinvolgere tutta la comunità educativa; promuovere l’educazione al gusto.

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