Quote, la Lombardia: «Il governo intervenga, gli allevatori pagano per aver usato una legge»

MILANO – «Si tratta di una situazione assurda: non possiamo permettere che a pagare le infrazioni siano gli allevatori che hanno semplicemente usufruito di una legge dello Stato». Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi, che ha sollevato , in Commissione politiche agricole della conferenza Stato – Regioni la questione riguardante il pagamento della settima rata delle quote latte. Una legge dello Stato italiano aveva, infatti, consentito ai produttori di posticipare di sei mesi il pagamento della rata, dal 31/12/2010 al 30/06/2011. Con sentenza del 25 ottobre 2017, la Corte di giustizia europea ha, invece, condannato l’Italia per aver accordato un aiuto di Stato non autorizzato. Questo comporterebbe per gli allevatori il pagamento degli interessi e delle more non solo per il ritardato pagamento della settima rata, ma anche per tutte le rate pagate in precedenza.

«In Lombardia sono coinvolte 289 aziende agricole per una somma di circa 10 milioni di euro. Si tratta – ha spiegato Rolfi – di aziende che hanno espresso volontà di regolarizzare la propria posizione sulle quote latte rinunciando al contenzioso. Insieme ai colleghi di Veneto e Piemonte ho chiesto quest’oggi al governo di farsi carico di un problema che la politica nazionale nei mesi scorsi non ha affrontato e di sollevare la questione in sede europea. Non possiamo accettare che vengano penalizzate aziende che hanno usufruito di una legge votata dal Parlamento e che l’istituzione europea assuma un atteggiamento così punitivo nei confronti di chi fa impresa. La Regione Lombardia terrà alta l’attenzione su questo tema ed è disposta a fare sistema per tutelare gli allevatori».



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