RAI FVG: “IL CONCERTO CHE VORREI”

musica orchestra

TRIESTE – Una ricerca musicale che diventa programma radiofonico, frutto della collaborazione tra sede Rai del Friuli Venezia Giulia, Conservatorio di Musica “Tartini” di Trieste e Teche Rai. Da sabato 1 luglio alle 11.30 su Rai Radio1 a diffusione regionale

I tesori musicali della nastroteca – archivio della sede Rai del Friuli Venezia Giulia rivivono e tornano a suonare. Lo fanno nel nuovo programma radiofonico “Il concerto che vorrei”, in onda per tutta l’estate ogni sabato alle 11.30 su Rai Radio1 a diffusione regionale”. Un programma che dà voce al primo progetto, a livello nazionale, di ricerca e formazione realizzato in collaborazione tra il Conservatorio di Musica “Giuseppe Tartini” di Trieste e la sede del Friuli Venezia Giulia della Rai di concerto con le Teche Rai. Ideato da Mario Mirasola, programmista – regista della sede Rai, e Marco Maria Tosolini, docente di storia della musica al “Tartini”, il progetto ha visto il coinvolgimento di nove studenti “pionieri” che, per un anno, hanno visionato elenchi e ascoltato centinaia di bobine scegliendo liberamente i brani che – grazie al lavoro del Dipartimento di Nuovi Linguaggi, Percussioni e Tecnologie Musicali, coordinato da Pietro Polotti – sono diventati file audio, il “cuore” del nuovo programma radiofonico. Gli studenti – Roberto Battistella, Davide Castellano, Lorena Cantarut, Damian Dininno, Emiliano Gherlanz, Marco Manin, Francesco Murtas, Giovanni Stella e Alessio Sorato che li ha coordinati –  conducono le puntate a coppie, guidati da Marco Maria Tosolini e, oltre a commentare il rinvenimento dei gioielli musicali della Regione e della vicina Slovenia  , fanno ascoltare proprie composizioni in particolare di musica elettronica. “Un lavoro straordinario – dice il direttore della sede Rai Guido Corso – che valorizza l’enorme patrimonio della sede, frutto di decenni di produzioni, destinate anche ai canali nazionali, e che ha permesso la riscoperta di veri tesori ai quali ci ripromettiamo di ridare vita anche con altri progetti”.

Il programma è arricchito dalle testimonianze di musicisti come Giuliana Gulli, Nino Gardi, Ennio Guerrato, Massimo Belli, Gino Cancelli, Pier Paolo Levi, Roberto Repini, Giuliano Medeossi che fanno rivivere lo straordinario clima produttivo degli anni ’60 e ’70, profondamente segnato da compositori che vanno da  Merkù a Nieder, da Pezzè a Perosa, da Sofianopulo a Zanettovich, da Viozzi a Bugamelli, da Zafred a Bibalo

“Il Conservatorio Tartini – aggiunge il direttore Roberto Turrin – ha convintamente promosso questo laboratorio, che offre una opportunità di crescita artistica e formativa che ha pochi riscontri anche a livello europeo e che rappresenta la prima iniziativa di questo genere  in Italia, a conferma della vocazione di dinamismo ideativo e concretezza realizzativa  del Tartini”.

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