Referendum abrogativi, Pittella e il Pd si sono dovuti ripiegare sulle nostre posizioni: l’art. 38 è incostituzionale. Sì ai quesiti referendari!

La credibilità è dura da conquistare e facile da perdere. Ieri, in Consiglio regionale, il Presidente Pittella ci ha dimostrato come si fa a perderla, in 10 minuti. Il suo discorso, intriso del solito pathos a buon mercato, ha svelato l’inconsistenza della caratura politica di un uomo, messo lì dalla famiglia o dalle lobby, che non ha la minima idea di quello che fa e di quello che dice.

Parlare dell’approvazione dei quesiti referendari come di un successo che si pone in continuità con le scelte politiche di dialogo con il Governo nazionale attuata sinora, a noi sembra un’arrampicarsi sugli specchi. Vogliamo solo ricordare a Pittella quanto dichiarato lo scorso dicembre proprio sull’articolo 38. Ebbene, all’indomani dell’approvazione del maxiemendamento governativo, a dicembre scorso, si dichiarava: tutto rimane com’è, per le estrazioni le Regioni devono essere convocate dal Governo nazionale. L’ennesimo goal del Governo Pittella, salutato così anche dall’ex Governatore De Filippo (che, ricordiamo, fa parte del Governo Renzi) e persino dal fratello europarlamentare del nostro Governatore che dichiarava “Anche per la Basilicata questa è una buona giornata perché il maxiemendamento mette la parola fine a questa che era diventata un’odiosa speculazione”.

Certo, poi, la smentita è venuta proprio dal Governo di Renzi con i decreti attuativi del Mise.

Oggi, ci siamo trovati di fronte agli stessi problemi ed alle stesse soluzioni che avevamo prospettato un anno fa. Ma noi siamo quelli con i fischietti che non piacciono al Governatore ma che hanno ragione, evidentemente. Magari se avesse davvero attuato quella collaborazione con le opposizioni che a solo a parole predica, noi non saremmo arrivati a protestare in Piazza accanto i Lucani e Pittella avrebbe evitato di doversi arrampicare sugli specchi.

E avrebbe anche evitato di dover abiurare la politica degli ultimi 20, quella politica che Pittella stesso (che non fa politica da oggi), la sua famiglia, i suoi predecessori e il suo partito hanno messo in campo. Certo nessuno crede alla mancanza di responsabilità del Governatore sulle scelte del passato, non è certo uno che fa politica da oggi. Anzi, Pittella è ancora più colpevole perché persevera sulla stessa strada: la dispersione dei soldi in mille rivoli improduttivi è la medesima dei suoi predecessori, sviluppo zero e politiche sociali che non siano mero assistenzialismo men che meno. Anzi c’è stato, in questi mesi, un peggioramento. Dunque, affermare di non essere responsabile degli insuccessi degli ultimi 20 anni e proseguire sul medesimo tracciato significa o essere schizofrenici o mentire sapendo di farlo.

In definitiva, dopo il Consiglio regionale di ieri, ci siamo accorti che siamo governati da una classe politica che ha per leader un Presidente di Regione che mente per salvare la faccia e che ha una maggioranza spaccata (non ci è sfuggito il messaggio delle 4 schede bianche, lanciato a Lacorazza dai Consiglieri forse proprio renziani) e questo non è quello che la Basilicata merita.

Sappiano, Pittella ed il Pd, che la nostra opposizione sarà sempre attenta, non permetteremo che, per interessi personali, la Basilicata venga svenduta senza lottare. Lo abbiamo dimostrato con i referendum sullo Sblocca Italia, della cui incostituzionalità siamo stati i primi a parlare e che, oggi, finalmente, il Governo Pittella ed il Pd hanno dovuto approvare loro malgrado.

Gianni Rosa, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale



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