Reinserimento lavorativo dei detenuti: il Piemonte è indietro

Impiego dei detenuti per le attività lavorative: in Piemonte alcuni esempi virtuosi, ma c’è ancora molta strada da fare.

“Degli oltre 4mila detenuti rinchiusi nei tredici istituti di pena piemontesi solo 1.050, secondo le statistiche ufficiali, lavorano alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria. Si tratta, nella quasi totalità dei casi, d’impieghi legati a lavoretti di economia domestica che non hanno nulla a che fare con i tempi, la qualità, le richieste e i risultati di un lavoro vero”. Con questa considerazione il garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Bruno Mellano ha aperto la conferenza stampa sul reinserimento lavorativo dei detenuti che si è svolta ieri  a Palazzo Lascaris.

Un’occasione per fare il punto sulla situazione piemontese e far conoscere quanto realizzato dal Consorzio sociale Giotto di Padova, presieduto dal leader nazionale in percorsi innovativi di reinserimento lavorativo e sociale di detenuti Nicola Boscoletto.

“Il Consorzio – ha sottolineato Boscoletto – in ventisette anni ha dato vita a numerosi progetti, importanti per numeri e qualità d’intervento e dà oggi lavoro e stipendio a oltre 150 detenuti. Grazie a chi ci ha dato fiducia, oggi nel carcere di Padova i carcerati gestiscono il call center per le prenotazioni degli ospedali di Padova, producono biciclette, borse, panettoni e servizi di catering esterno”.

Consapevoli che il costo sociale del carcere sta sia nella recidiva, ovvero nel mancato recupero del detenuto, sia nelle somme spese per una detenzione che rischia di essere fine a se stessa, Paola Lassandro della Cooperativa Arcobaleno, Gianluca Boggia della Cooperativa Extraliberi, referente per il progetto Freedhome, e Piero Parente della Cooperativa LiberaMensa hanno illustrato i progetti in atto per coinvolgere dal punto di vista sociale e lavorativo i ristretti.

“Se le esperienze piemontesi, importanti ma ancora circoscritte nei numeri, ci offrono uno stimolo per riflettere – ha concluso Mellano – quella di Padova ci fa misurare il numero dei risultati e ci fa intravedere una possibile via da percorrere”.

All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, i consiglieri regionali Gian Paolo Andrissi, Andrea Appiano, Valentina Caputo e Francesca Frediani.



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